Il 51° Stormo dell’Aeronautica militare e l’Amministrazione comunale di Falcade hanno commemorato la figura del Sergente Pilota Ferruccio Serafini (nella foto d’epoca), originario della cittadina veneta, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare – caduto in combattimento il 22 luglio 1943, a soli 23 anni, con il suo caccia Aermacchi C.205 Veltro – a cui è intitolato il 51° Stormo di Istrana.
Alla cerimonia erano presenti il comandante dello Stormo, Colonnello Pilota Marco Mangini, con una rappresentanza di militari del Reparto, il sindaco di Falcade Mauro Salvaterra e le Associazioni combattentistiche e d’Arma.
Alla deposizione della corona e gli onori da parte della squadra in armi, sono seguiti gli interventi delle autorità presenti che hanno voluto sottolineare come la consolidata collaborazione tra il 51° Stormo e l’amministrazione comunale consenta di mantenere sempre vivo il ricordo del Sergente Serafini e di trasmettere alle giovani generazioni i valori che ha rappresentato, fino all’estremo sacrificio.
Il Colonnello Mangini, nel suo indirizzo di saluto, ha voluto sottolineare come il nome di Ferruccio Serafini sia scolpito a chiare lettere nella memoria della Repubblica Italiana sia attraverso la Medaglia d’oro al Valor militare che gli venne conferita nel 1946 sia, soprattutto, attraverso il ricordo vivo che continua ad accompagnare i suoi concittadini e tutto il personale del 51° Stormo che, quotidianamente, ne raccoglie l’eredità e l’esempio.
Storia
Originario di Falcade, Serafini si arruola nella Regia Aeronautica il 25 novembre 1939 e, dopo aver frequentato le scuole di pilotaggio, viene assegnato al 51° Stormo che allora aveva la propria sede nell’Aeroporto di Ciampino, a sud di Roma. Durante il secondo Conflitto mondiale, il 155° Gruppo del 51° Stormo viene dislocato a difesa degli impianti e delle infrastrutture della Sardegna. Il giovane Ferruccio, temprato nelle più ardue e dure battaglie aeree, fino ad allora si era distinto per il coraggio, l’aggressività e le capacità decisionali dimostrate in combattimento, offrendosi spesso volontario anche quando era il rischio era maggiore, lottando letteralmente fino all’ultima cartuccia prima di fare ritorno a terra.
Il 22 luglio del 1943, il Cielo di Sardegna fu da cornice di un accanito scontro che lo vide protagonista, nel quale “non pago del successo ottenuto con l’abbattimento di due incursori, uno sicuro e l’altro probabile, rimasto privo di munizionamento, si scagliava contro un terzo aereo avversario infrangendosi al suolo, in uno con esso nell’ultimo supremo olocausto”, come recita la motivazione della Medaglia d’oro al Valor militare. Per il numero di rivendicazioni di abbattimento, il Sergente pilota Ferruccio Serafini è considerato un asso della caccia aerea italiana e annoverato tra gli assi dell’Aeronautica militare.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: 51° Stormo di Istrana)
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