Come possono archivi, prodotti storici, saperi aziendali e identità territoriali diventare strumenti di innovazione? E quale ruolo possono avere oggi intelligenza artificiale, tecnologie immersive e nuovi linguaggi digitali nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale di istituzioni e imprese?
A queste domande risponde il ciclo di seminari Corporate Heritage & Digital Humanities: una combinazione per lo sviluppo del territorio, promosso dalla Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti in collaborazione con Made In Heritage, network di imprese e professionisti attivo nella valorizzazione del corporate heritage attraverso ricerca, formazione, comunicazione, progettazione culturale e tecnologie digitali.
L’iniziativa nasce in un contesto in cui il rapporto tra manifattura, cultura e creatività assume un peso crescente nell’economia italiana. Le analisi di Fondazione Symbola e Unioncamere mostrano infatti come il sistema culturale e creativo rappresenti oggi uno dei principali motori di innovazione del Paese, grazie all’integrazione di competenze ibride che uniscono design, comunicazione, tecnologia e cultura d’impresa.
Secondo Fondazione Symbola, cultura e creatività generano complessivamente oltre 303 miliardi di euro, pari al 15,5% della ricchezza nazionale. In Veneto il sistema produttivo culturale e creativo produce 9,7 miliardi di valore aggiunto, mentre le province di Treviso e Belluno mostrano una forte specializzazione nei comparti del design, dell’artigianato, della comunicazione e dei servizi culturali.
È proprio in questo scenario che il tema del Corporate Heritage assume un valore strategico. La memoria storica delle imprese – fatta di archivi, prodotti, processi, competenze e valori – non rappresenta più soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa attiva e abilitante capace di generare identità, innovazione e competitività.
Parallelamente, le Digital Humanities stanno trasformando le modalità di accesso, interpretazione e valorizzazione del patrimonio, integrando approccio umanistico e tecnologie digitali: dall’intelligenza artificiale agli archivi conversazionali, fino agli strumenti immersivi e ai nuovi linguaggi esperienziali.
I seminari si propongono di offrire un’occasione concreta di confronto tra imprese, professionisti, operatori culturali e mondo della formazione, mostrando applicazioni reali e modelli già attivi nel territorio.
Gli appuntamenti saranno il 13 maggio 2026, ore 15.00-18.00 alla Fondazione Sportsystem di Montebelluna e il 27 maggio 2026, ore 15.00-18.00 nella sede della Camera di Commercio di Belluno.
Il programma dei seminari prevede la qualificata partecipazione di imprenditori, professionisti della comunicazione e specialisti della formazione. Ad aprire i lavori saranno Daniele Ferrazza, giornalista e corporate storyteller e Federico Callegari, Responsabile del Settore Studi, Statistica e Orientamento al Lavoro della Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti, con un intervento dedicato ai dati e ai trend delle industrie culturali e creative.
A seguire il contributo di Michele Marchesin ed Emilio Quintè di Made In Heritage, dedicato al tema “Tecnologie digitali per il Corporate Heritage” che presenteranno, tramite casi concreti, metodologie e strumenti digitali sviluppati per la valorizzazione degli archivi e dei patrimoni culturali.


Particolarmente articolata la sezione delle testimonianze, che raccoglie esperienze provenienti dal mondo del design, della musealità, della comunicazione, della gestione archivistica e dell’innovazione d’impresa:
- Federica Rossi, referente del Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi, approfondirà il ruolo del museo d’impresa e dell’archivio nella costruzione dell’identità di prodotto e nella valorizzazione dei processi produttivi del distretto calzaturiero.
- Giampaolo Allocco, designer e fondatore di Delineo, affronterà il rapporto tra progetto e memoria, mostrando come il patrimonio culturale e industriale possa diventare materia attiva del design contemporaneo.
- Pierdamiano Airoldi, fondatore e CEO di Magnetic Media Network, presenterà l’esperienza di M’useum come esempio di dialogo tra industria, tradizione e innovazione.
- Federico Dei Rossi, Socio Fondatore di FormaUbis, illustrerà come realtà aumentata, virtuale e strumenti multimediali possano ridefinire le modalità di fruizione del patrimonio culturale e aziendale.
- Simone Da Ros e Mara Lacagnina dell’Archivio Storico Benetton evidenzieranno il ruolo dell’archivio come asset centrale per la costruzione della cultura d’impresa e dei processi di innovazione.
- Ernesto Riva, Presidente Onorario di Unifarco, presente nella sola tappa di Montebelluna, contribuirà all’evento con una riflessione sul valore delle competenze ereditate dal passato come base per la sperimentazione e l’innovazione nel mondo della farmacia preparatoria.
- Fabio Fonda, project manager di HDEMY Group (Verona/Milano), chiuderà la giornata con un intervento dedicato alle nuove professionalità emergenti nell’ambito delle Digital Humanities e del Corporate Heritage
Mario Pozza, Presidente Camera di Commercio di Treviso – Belluno|Dolomiti evidenzia come sia importante, per un Ente che promuove lo sviluppo locale e l’innovazione, aprire questa finestra di riconoscimento istituzionale alle Digital Humanities, in particolare a quel segmento di attività professionali, con i casi studio oggetto dei seminari, che si interseca con il manifatturiero, con la sua identità e memoria storica favorendone la valorizzazione con approcci innovativi. “Noi che siamo un Ente che si occupa di digital transformation e di orientamento alle nuove professioni intendiamo fare capire con questi seminari, con i casi concreti e di eccellenza che andremo a raccontare, che anche la cultura, e in particolare la cultura d’impresa, è interessata a questi cambiamenti. Bello e ben fatto non è solo uno slogan, ma ha una storia dietro. E oggi ci sono nuovi modi per raccontare questa storia. Con una domanda in crescita di professioni capaci di integrare creatività e tecnologia, discipline umanistiche e scientifiche: dall’uso evoluto dell’intelligenza artificiale alle competenze di data analysis, dalla produzione audiovisiva avanzata, alla progettazione di contenuti e servizi digitali evoluti che modificano la fruizione del patrimonio culturale e industriale”- afferma il presidente.
Michele Marchesin, co-founder e business developer di Made In Heritage sottolinea: “Corporate Heritage e Digital Humanities non sono solo un tema culturale, ma una leva competitiva. Significa trasformare archivi, competenze e memoria d’impresa in asset attivi, capaci di generare valore attraverso le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale. Come Made In Heritage lavoriamo in questa direzione: rendere il patrimonio storico uno strumento operativo per comunicazione, innovazione e sviluppo”.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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