Il tavolino di un bar di Corso Italia è il suo atelier e per realizzare i suoi disegni si muove tra le piste, palazzetti e stadi. Non passa di certo inosservato Marc Ahr che dal primo giorno delle Olimpiadi osserva il via vai di atleti, tifosi e curiosi e trasforma le emozioni dei Giochi in disegni ricchi di dettagli.
Per Ahr si tratta di un ritorno a un rituale che porta avanti da oltre trent’anni. Ha iniziato infatti a ritrarre atleti e spettatori durante i Giochi Olimpici Invernali di Albertville nel 1992 e da allora non ha più smesso. Quella di Milano-Cortina rappresenta, secondo il suo racconto, la diciassettesima edizione olimpica che segue con il suo taccuino e i colori.


Seduto all’esterno del locale, tra turisti e appassionati di sport, l’artista lavora alle sue composizioni ad acquerello che raccontano i momenti più significativi dei Giochi: le gare di sci alpino sulle Dolomiti, le partite di curling, ma anche gli istanti simbolici come la cerimonia di apertura a Milano. I suoi disegni diventano vere e proprie scene corali in cui compaiono atleti, tifosi, bandiere e reazioni del pubblico.
“Le Olimpiadi mi piacciono perchè giro diversi Paesi – racconta Ahr – Quando erano a Parigi era bello, ma era il mio Paese e quindi non era così emozionante. Qui invece guarda queste montagne: sono bellissime. In Francia abbiamo luoghi splendidi, ma non ero mai stato qui. Sono più emozionato di essere in Italia”.
Il suo modo di lavorare incuriosisce molti passanti. Non è raro che qualcuno si fermi a osservare il disegno in costruzione e chieda di essere inserito nella scena. Ahr allora aggiunge volti, bandiere e piccoli dettagli che rendono ogni opera unica, aggiornandola anche con i risultati delle gare o con l’atmosfera del momento.
Molti di quei visitatori, qualche giorno dopo, tornano per acquistare una stampa o un ricordo della loro esperienza olimpica. Gli schizzi originali vengono infatti trasformati in litografie e distribuiti anche online.


“Il processo è fare il disegno e portarlo alle persone molto velocemente – spiega l’artista –. Appena finisco lo mandiamo a Milano, lo scansioniamo e lo mettiamo su internet. Così la gente può guardarlo e magari la famiglia di qualcuno vorrà comprarlo dopo i Giochi. Metto anche i genitori con le bandiere. Ho molti ordini dalle Olimpiadi passate. Sto vendendo disegni su internet già da Atlanta ’96. Immagina: la gente compra ancora quelli del ’96”.
Negli anni Ahr ha venduto le sue opere anche ad atleti e alle loro famiglie, oltre che a personaggi del mondo dello spettacolo e membri della nobiltà. Parallelamente alla sua attività artistica ai Giochi, lavora anche come designer di mobili e decoratore d’interni.
A Cortina, però, il suo studio resta un tavolino affacciato sulla strada più famosa della Conca. Qui, tra un cappuccino e il passaggio dei tifosi diretti verso le gare, Marc Ahr continua a catturare con i suoi acquerelli l’atmosfera dei Giochi, trasformando ogni scena in un piccolo frammento di memoria olimpica.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








