Stop al turismo cafone, il sindaco firma l’ordinanza: “No ad abbigliamenti non consoni”

All’antivigilia di Ferragosto, il sindaco Gianluca Lorenzi ha firmato un’ordinanza che mira a preservare l’unicità e il decoro di Cortina anche attraverso comportamenti consoni di chi la abita e visita, includendo tra questi anche il modo di vestire.

Tra le motivazioni che hanno portato alla stesura e all’entrata in vigore del provvedimento, c’è la presa d’atto da parte del Comune che “durante il periodo estivo, caratterizzato da un rilevante incremento dei flussi turistici e da temperature più elevate, si registrano con maggiore frequenza comportamenti incompatibili con il rispetto del pubblico decoro, quali, a titolo esemplificativo, lo sdraiarsi sul suolo pubblico, sulle panchine, sui prati prospicienti le vie cittadine o sui gradini dei monumenti, nonché il consumare cibi e bevande in modo tale da arrecare degrado, intralcio o disturbo”.

Di conseguenza, “fino al 15 ottobre 2026 – si legge nell’ordinanza – nel centro urbano del Comune di Cortina d’Ampezzo, nelle vie e piazze cittadine, nei parchi pubblici, sui mezzi del trasporto pubblico locale, presso i monumenti e gli edifici di interesse storico, nonché all’interno degli uffici pubblici e degli esercizi commerciali, è fatto divieto di:

– sdraiarsi sui gradini dei monumenti, dei luoghi di culto o dei luoghi destinati alla memoria dei defunti, nei parcheggi, sulle strade e sulle soglie degli edifici prospicienti la pubblica via e comunque in modo da creare degrado o da costituire un intralcio;
– bivaccare, mangiare, bere, lavarsi o dormire in forma palesemente indecente, o comunque recando intralcio o disturbo, sulle strade, sulle piazze, sui marciapiedi, sotto i portici, sulle scalinate, o comunque sul suolo pubblico;
– circolare o sostare con abbigliamento non consono”.

Salvo che il fatto costituisca reato, o sia diversamente sanzionato da specifiche disposizioni di legge, “la violazione della presente ordinanza – si legge nel documento – comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25 a euro 500, con facoltà di pagamento in misura ridotta pari a euro 50,00, ai sensi dell’art. 16 della Legge n. 689/1981”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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