Dalla chiamata d’emergenza al decollo di “Falco”: come funziona l’elisoccorso dell’Ulss 1 

Ogni intervento di soccorso inizia molto prima del decollo dell’elicottero e della partenza dell’ambulanza. Inizia dalla chiamata di un cittadino, dalla valutazione della situazione da parte della centrale operativa e dalla scelta del mezzo di soccorso più adatto. Decisioni prese sotto pressione da un personale sanitario altamente qualificato e che vede la tempestiva risposta di medici e infermieri pronti a mettere a rischio la propria vita (come qualche volta purtroppo è accaduto) per salvare quella degli altri.

Tra i mezzi, quello più importante, soprattutto in un territorio montano e vasto come quello dell’Ulss1 Dolomiti, è l’elisoccorso. Quello che decolla dal Bellunese prende il nome di Falco. Oggi il nuovo direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti, Achille Di Falco, ha voluto presentare il servizio elisoccorso che opera sul territorio bellunese attraverso Falco 1 e Falco 2.

Il secondo elicottero, Falco 2, entrerà in servizio in contemporanea con Falco 1 il prossimo 20 luglio e resterà operativo fino al 20 settembre per garantire un potenziamento del servizio durante il periodo estivo, quando sulle Dolomiti aumentano sensibilmente presenze turistiche e richieste di intervento.

“È ovvio che siamo tutti focalizzati a guardare questa bellissima macchia gialla che vola nel cielo, ma il percorso del soccorso parte ben prima – ha spiegato Di Falco –. Abbiamo cercato di fare il focus sull’intero cronoprogramma che parte dalla chiamata del cittadino fino all’attivazione del soccorso più adeguato. La parola d’ordine è appropriatezza: significa utilizzare nel modo migliore tutte le risorse che abbiamo, scegliendo il mezzo di soccorso più adatto alla situazione clinica”.

Il sistema di emergenza dell’Ulss Dolomiti si basa infatti su una rete articolata che vede la Centrale operativa valutare ogni singola richiesta e decidere se inviare un’ambulanza, l’automedica o l’elisoccorso. Nel 2026 le chiamate di richiesta di soccorso sono state 17.541, in calo del 21,2% rispetto alle 22.246 dello stesso periodo del 2025. Sono invece aumentate del 4,4% le chiamate che hanno richiesto l’invio di almeno un mezzo di soccorso (10.027 contro 9.602), così come i mezzi complessivamente inviati, saliti a 10.594 (+5,4%).

Attualmente la rete dell’Ulss 1 Dolomiti può contare su due elicotteri operativi nella fascia oraria compresa tra le 6 e le 21, quindici ambulanze BLS, dieci ambulanze ALS e tre automediche, mezzi che vengono impiegati in maniera integrata in base alla gravità dell’intervento.

Nel primo semestre del 2026 le missioni dell’elisoccorso sono state complessivamente 486, in crescita dell’1,3% rispetto alle 480 dello stesso periodo dello scorso anno. Di queste, 332 sono state effettuate da Falco 1, 88 da Falco 2 e 66 da altri elicotteri della rete regionale.

La maggior parte delle missioni riguarda pazienti traumatizzati, che rappresentano il 55% degli interventi. Seguono i pazienti con patologie mediche (39%), mentre il restante 6% è legato ad altre tipologie di intervento. Dal punto di vista della gravità, oltre la metà delle missioni interessa pazienti classificati con codice 2 (57%), seguiti dai codici 1 (22%) e dai codici 3 (11%).

Anche il mese di giugno conferma il ruolo strategico dell’elisoccorso. Le richieste complessive di soccorso sono state 2.819, in diminuzione del 18,8%, mentre le missioni con invio di almeno un mezzo sono aumentate del 4%, raggiungendo quota 1.587. Falco ha effettuato 79 missioni (+5,3%), contribuendo a un totale di 96 missioni di elisoccorso, in crescita del 9,1%.

Il servizio, ha ricordato il direttore generale, non opera in maniera isolata: “Il secondo elicottero entrerà in servizio fino al 20 settembre in un’ottica di collaborazione e di rete. Questo non è un servizio della nostra azienda, ma un servizio inserito all’interno della rete regionale. Le attivazioni possono arrivare anche da altre aziende sanitarie, così come noi possiamo chiedere supporto quando necessario. Anche il volo notturno rientra in questa logica di rete, che ci consente di utilizzare al meglio le risorse disponibili”.

Di Falco ha infine voluto sottolineare il valore umano che sta dietro a un sistema altamente tecnologico. “Siamo abituati a lavorare in efficienza e in situazioni critiche, ma tutta questa tecnologia è supportata da persone che, dal mio punto di vista, non potranno mai essere sostituite. Qui c’è grande tecnicalità, ma anche grande emotività. Lavoriamo con le vite, per le vite: siamo persone al servizio delle persone e ogni secondo rappresenta un battito fondamentale”.

Falco “operativo”

Proprio questa mattina, poco prima delle ore 11, Falco 1 è volato nella zona di Mondeval, a San Vito di Cadore, per un’escursionista che era caduta a terra e aveva sbattuto la testa. Non riuscendo a geolocalizzare il punto esatto, dalla Centrale si sono fatti dare dai compagni più informazioni possibili, poi trasmesse all’equipaggio, che ha individuato l’infortunata, di nazionalità tedesca. La donna, che faceva parte di una comitiva, è stata trasportata all’ospedale Codivilla di Cortina d’Ampezzo.

Falco 1 è poi volato al Rifugio Plan Boè, a Livinallongo del Col di Lana, per un 61enne di Sanzeno (Trento), che si era sentito poco bene. Dopo che l’équipe medica ne ha valutato le condizioni, l’uomo è stato trasferito sull’elicottero e accompagnato al San Martino per i dovuti accertamenti.

Una squadra del Soccorso alpino di Auronzo è invece salita al Rifugio Lavaredo, dove si trovava una 59enne di Roma che non era più in grado di camminare da sola, avendo riportato un trauma al piede. L’escursionista è stata trasportata alla propria auto, con la quale si è allontanata autonomamente. 

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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