L’Ostetricia di Feltre e il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti Achille di Falco hanno dato il benvenuto ad Elia e Ambra, due nati in due giorni nella “Casa da parto”.
Un doppio fiocco, azzurro e rosa, che trasforma una visione d’avanguardia in realtà vissuta. Il primo a venire alla luce è stato Elia, un robusto neonato di 3,5 kg nato lunedì, seguito martedì dalla dolce Ambra di 3 kg. In un singolare e felice incrocio del destino, entrambe le madri si chiamano Giulia: sono loro le testimoni di un modello assistenziale che restituisce alla nascita la sua dimensione di evento naturale, protetto e profondamente umano.
Entrambe le mamme hanno scelto il parto in acqua.
Il modello BRO: quando la natura incontra l’evidenza scientifica
La nascita di Elia, secondogenito di Giulia, rappresenta la conferma clinica dell’efficacia del percorso BRO (Basso Rischio Ostetrico): anche di fronte a una nascita “robusta” come quella di Elia, il modello ha dimostrato come la gestione autonoma da parte dell’ostetrica permetta di assecondare i ritmi fisiologici del corpo femminile.
In linea con le basi scientifiche internazionali questo approccio garantisce standard di sicurezza elevatissimi riducendo drasticamente l’iper-medicalizzazione. Il percorso BRO favorisce anche metodi naturali per la gestione del dolore e aumenta la percentuale di parti vaginali spontanei.
Il calore della famiglia: il valore della “Zero Separation”
Con l’arrivo della piccola Ambra, la Casa da Parto ha mostrato il suo volto più empatico attraverso il concetto di “Zero Separation”. La neonata e i suoi genitori hanno vissuto la loro prima notte insieme in una stanza dedicata, dove il papà ha potuto restare accanto alla mamma e alla piccola.
Questa non è solo una scelta di ospitalità, ma una precisa strategia clinica volta a tutelare la “triade” (mamma-papà-bimbo). Promuovere la vicinanza assoluta fin dai primi istanti serve a consolidare il legame affettivo, sostenere l’allattamento precoce e accrescere la self-confidence della donna, rendendola protagonista consapevole del proprio percorso di maternità e del papà per farlo avvicinare subito al suo ruolo fondamentale.
La Casa da Parto di Feltre poggia su una struttura organizzativa rigorosa che garantisce la massima serenità alle famiglie:
Esperienza e professionalità: Il team è composto esclusivamente da ostetriche con almeno cinque anni di esperienza specifica, garanzia di competenza nella gestione della fisiologia e delle eventuali emergenze, sempre sotto supervisione specialistica. Percorso accompagnato: La presa in carico inizia precocemente alla 7ª settimana di gravidanza. Il legame di fiducia si costruisce attraverso bilanci di salute mensili con l’ostetrica e prevede una tappa fondamentale alla 34ª settimana, con una rivalutazione dinamica del rischio ostetrico per confermare l’idoneità al parto in autonomia. Sicurezza integrata: La struttura celebra la fisiologia (con vasche per il travaglio e spazi pensati per il movimento) senza mai rinunciare alla protezione medica. La contiguità fisica con il punto nascita tradizionale permette, in caso di necessità clinica, un trasferimento immediato e sicuro verso le unità a gestione medica.
“Siamo profondamente orgogliosi di questo traguardo che coniuga eccellenza clinica e calore umano – afferma Elda Cengia, coordinatrice ostetrica -. Con la Casa da Parto offriamo un’assistenza interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo equità e rispetto per ogni donna. Il nostro impegno segue il solco tracciato dall’OMS: assicurare la salute di madre e bambino con il minor carico di cure compatibile con la sicurezza, celebrando la vita nel suo ritmo più autentico”.
“Il nostro modello – prosegue il neo Dg Achille Di Falco – si fonda sulla “sicurezza nella contiguità”. Le famiglie possono godere dell’intimità di una casa, avvolte da un’atmosfera rassicurante, sapendo che la tecnologia e le competenze del punto nascita tradizionale è a pochi passi, pronta a intervenire in ogni istante. Ringrazio le ostetriche e tutto il personale della UO per aver fortemente voluto questo approccio innovativo che valorizza la propria professione e offre alle famiglie un approccio nuovo”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Ulss 1 Dolomiti)
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