Il prossimo 18 marzo Roberto Padrin lascerà la guida della Provincia di Belluno, chiudendo un lungo percorso istituzionale durato dodici anni. Un passaggio importante per il territorio bellunese, che arriva proprio all’indomani di uno degli appuntamenti più significativi della sua storia recente: i Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Un banco di prova internazionale superato con successo, che ha acceso i riflettori non solo su Cortina, ma sull’intera provincia.
In queste settimane il nome di Cortina ha fatto il giro del mondo come esempio di efficienza organizzativa, capacità di accoglienza e tenuta del sistema territoriale. Un risultato costruito in anni di riunioni, pianificazione e confronto tra istituzioni, forze dell’ordine, volontariato e operatori. Persino il meteo, con tre nevicate durante il periodo olimpico, ha finito per trasformarsi da possibile incognita a ulteriore prova superata: la cartolina perfetta delle Dolomiti innevate si è accompagnata infatti a una risposta puntuale della macchina organizzativa, capace di gestire viabilità, trasporti e servizi senza particolari criticità.
Nel bilancio finale di Padrin restano così non solo il successo dei Giochi, ma anche le prospettive aperte dalle opere e dalla legacy che l’evento lascia in eredità al Bellunese. A partire dalle infrastrutture viarie, con la variante di San Vito pronta ad aprire in estate e la variante di Longarone, opera da 480 milioni di euro già finanziata, che si candida a diventare uno dei principali motori di sviluppo dei prossimi anni.
Presidente Padrin, si stanno concludendo le Paralimpiadi dopo il grande successo anche delle Olimpiadi: che emozione è stata?
“Devo dire che per la provincia di Belluno questa è stata una vetrina straordinaria e che sia tutto andato bene, sia alle Olimpiadi sia alle Paralimpiadi, è il segno che dal punto di vista organizzativo la macchina ha funzionato alla grande grazie all’impegno del mondo del volontariato e dei volontari, ma soprattutto delle Forze dell’Ordine e di tutte le istituzioni che hanno contribuito a far sì che questo evento, che per una piccola cittadina come Cortina è stato qualcosa di oltre le sue possibilità, lo archiviamo come qualcosa di indimenticabile”.
Si parla già nel mondo di “modello Cortina” dopo questi Giochi?
“Abbiamo dimostrato al mondo che anche una piccola località come Cortina riesce a organizzare grandi eventi. Eravamo preparati sicuramente per quanto riguarda lo sci alpino femminile e anche per le Paralimpiadi, dove avevamo già ospitato manifestazioni internazionali che avevano funzionato bene. Era da testare la pista da bob, ma anche quella ha risposto alla grande, così come il ristrutturato palaghiaccio per le gare di curling, che soprattutto lì ha visto un grandissimo pubblico e ha fatto innamorare il mondo di questo sport che forse non tutti conoscevano”.
Durante Olimpiadi e Paralimpiadi ci sono state anche due importanti nevicate, ma la Provincia e tutta la macchina organizzativa hanno risposto alla perfezione.
“Siamo stati fortunati anche col tempo: è arrivata la neve prima dei Giochi e quindi siamo riusciti a presentare, anche dal punto di vista ambientale, delle montagne ancora più belle. Poi sono arrivate anche quelle due giornate di neve che comunque non hanno creato problemi, ma ci eravamo preparati attraverso un sistema, per quanto riguarda sia il tema della viabilità sia quello dei trasporti, che ha funzionato alla grande. E lì devo dire che questo è frutto di tanti incontri, tanti tavoli, tante riunioni che hanno messo in evidenza le criticità e anche le soluzioni per risolverle”.
Si parla già di possibili Olimpiadi assegnate in futuro con formule più stabili o a rotazione, e Cortina viene indicata tra le località che potrebbero avere ancora un ruolo.
“Difatti è un peccato che sia tutto finito oggi, anche alla luce di quello che è stato e soprattutto di quel percorso che è stato fatto per arrivare così pronti, organizzati, e alla fine tutto, diciamo così, cala il sipario. Abbiamo le Olimpiadi giovanili nel 2028 che sono un’altra occasione. Sarebbe bello sicuramente poterci ripresentare fra qualche anno, ma abbiamo dimostrato che le strutture a Cortina, ma anche nelle altre venue di gara, hanno risposto tutte in maniera estremamente positiva”.
Ora restano le opere e la legacy di questi Giochi. Che cosa rimarrà al territorio?
“Penso che questa sia la cosa più importante. Rimarrà una grande opportunità di sviluppo turistico di tutto il territorio della provincia di Belluno e quindi non solo di Cortina, che dovremo cercare di sfruttare al meglio. Per quanto riguarda le opere, in estate verrà aperta la variante di San Vito, che era un’altra opera programmata per i Mondiali ma che ora si concretizzerà. Poi il 22 aprile è la data di scadenza per la presentazione delle domande alla gara d’appalto della variante di Longarone, un intervento da 480 milioni di euro già interamente finanziato. Sono oltre 11 chilometri di tracciato: devo dire che è molto appetibile, molte imprese si stanno organizzando per presentare una domanda che potrebbe essere veramente una grande ulteriore opportunità di sviluppo economico del territorio, perché ovviamente ci saranno centinaia di persone che lavoreranno, che dormiranno, che vivranno nel nostro territorio per almeno tre anni e quindi dovremo giocarci bene anche questa opportunità”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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