Una salita nel cuore della notte, affrontata in carrozzina fino ai 2.454 metri della Forcella Lavaredo, per assistere al sorgere del sole davanti allo spettacolo delle Tre Cime di Lavaredo. È la nuova impresa firmata da Luca Da Prato, atleta della nazionale italiana di nuoto paralimpico, che questa volta ha messo da parte piscine e record del mondo per sfidare la montagna.
L’atleta è partito alle 3 del mattino dal Rifugio Auronzo, affrontando il percorso con una carrozzina dotata di ruote off-road e Triride elettrico. Al suo fianco il fotografo professionista Marco Ray, profondo conoscitore delle Dolomiti, che lo ha guidato lungo un itinerario tanto spettacolare quanto impegnativo.
L’obiettivo era raggiungere la Forcella Lavaredo prima dell’alba per ammirare il sole sorgere davanti alle Tre Cime di Lavaredo, patrimonio mondiale UNESCO dal 2009, in uno dei panorami più iconici delle Dolomiti.


“Questa volta tutti mi conosceranno non per un record del mondo in acqua, ma per una sfida contro la roccia e la gravità – , racconta Da Prato – Salire fin quassù in carrozzina è stata pura magia. Ho voluto dimostrare che, con determinazione e cuore, possiamo raggiungere traguardi che sembrano impossibili”.
L’impresa arriva nel pieno del ritiro sportivo che Da Prato sta svolgendo in Cadore dall’inizio di giugno, scelto come luogo di preparazione atletica e riabilitativa in vista dei Campionati Europei di nuoto paralimpico, in programma dal 7 al 12 settembre a Kocaeli, in Turchia, dove difenderà i colori dell’Italia.
Durante la permanenza tra le Dolomiti il campione è stato protagonista anche di numerose iniziative sul territorio: ha partecipato alle premiazioni della gara internazionale di canoa e paracanoa sul lago di Auronzo, è stato speaker al Trofeo Luca Molin sulle rive del lago di Misurina, ha premiato i giovani della Camignada Kids e si è allenato con nuotate e apnee nelle acque del lago di Auronzo e del lago di Braies.
L’ascesa notturna alla Forcella Lavaredo rappresenta però il momento più simbolico del suo ritiro. “Il Triride e la mia forza di volontà hanno fatto la loro parte, ma senza Marco Ray questa impresa sarebbe rimasta impossibile – sottolinea Da Prato – Conosce queste montagne come pochi altri e mi ha accompagnato in sicurezza lungo tutto il percorso. Insieme abbiamo deciso di credere in un sogno che sembrava irrealizzabile».
Dopo aver raggiunto la forcella e assistito allo spettacolo dell’alba sulle Tre Cime, i due hanno affrontato la discesa fermandosi al Rifugio Lavaredo, accolti dai gestori per una colazione prima dell’arrivo dei primi escursionisti, incuriositi dalla presenza del campione paralimpico.
“Grazie a Marco Ray per aver creduto insieme a me nell’impossibile – conclude Da Prato – Le sue fotografie hanno fermato nel tempo un’avventura che resterà per sempre scolpita nella roccia delle Tre Cime di Lavaredo”.
(Autore: Redazione Qdpnews.it)
(Foto: Marco Ray)
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