Non si ferma l’azione dei Carabinieri di Belluno per contrastare i reati in danno delle fasce deboli della popolazione locale, in particolare a tutela degli anziani che incappano in persone senza scrupoli le quali, carpendo la buona fede propria delle genti di montagna, sottraggono ai malcapitati i propri averi, e spesso, i ricordi di una vita.
E’ in questa cornice che i servizi posti in essere dai reparti dell’Arma, specificamente dedicati a frenare il particolarmente odioso fenomeno, hanno portato all’identificazione di una 43enne originaria della provincia di Napoli che, nell’assolato pomeriggio di sabato scorso, ha fatto un’indesiderata visita ad una 94enne abitante nella Pieve Castionese.
La donna, spacciatasi per poliziotta, attraverso un preventivo contatto telefonico da parte di un falso operatore delle forze dell’ordine, si è presentata al portone dell’anziana con la scusa di dover controllare soldi e gioielli che diceva essere stati collegati ad un furto commesso nel capoluogo da tre persone a bordo dell’auto della malcapitata.
Carpita con modi affabili la buona fede della vittima, mentre il complice teneva costantemente occupata la linea telefonica di casa dell’anziana, la truffatrice si è fatta consegnare quanto la donna aveva in casa anche se, non appagata, si metteva direttamente alla ricerca di altri contanti e gioielli rovistandole gli armadi.


Dopo aver soddisfatto gli appetiti, congedatasi cordialmente dalla poveretta, la 43enne secondo gli inquirenti si è data alla fuga ma senza fare i conti con l’attività di costante monitoraggio del territorio da parte dei servizi investigativi dell’Arma, che in un breve tempo si sono messi sulle tracce dell’autrice, scovata nello stesso pomeriggio a bordo di un treno che avrebbe consentito alla donna di allontanarsi da Belluno e farla franca.
Inutili sono state le scuse accampate sui motivi che l’avevano spinta sino al capoluogo montano; difatti, eseguite le opportune verifiche, occultate sulla sua persona e sui bagagli che portava al seguito, i militari del Nucleo Investigativo di Belluno, coadiuvati dalla locale Aliquota Radiomobile, hanno ritrovato sia il denaro che i monili sottratti all’anziana, così come il telefono cellulare di quest’ultima che l’autrice aveva portato con sé lasciando l’abitazione. Nel corso dei controlli, è spuntata peraltro anche una patente falsa ed altri beni d’ingiustificato possesso.
Amara è stata la sorpresa per l’anziana che, accogliendo in casa i veri Carabinieri in divisa, era rimasta incredula d’essere stata raggirata da quella finta poliziotta che, facendo leva sul suo buon cuore e sulla fiducia carpita, le aveva portato via non solo beni materiali ma anche i ricordi racchiusi nella propria fede nuziale che era passata nelle mani della truffatrice.
L’episodio, conclusosi con la restituzione dell’intera refurtiva e col sequestro di materiale la cui provenienza è al vaglio degli investigatori, giunge a pochi giorni di distanza da un altro fatto analogo che, grazie alle attività di controllo del territorio, ha permesso ai Carabinieri del Nucleo Investigativo l’identificazione di altri due trasfertisti napoletani che si stavano muovendo fra la provincia di Belluno e quella di Treviso alla ricerca di vittime; anche in tal caso la perspicacia e perseveranza degli uomini dell’Arma ha permesso di interromperne l’attività nella Marca trevigiana prima che potessero mettere in atto gli intenti criminosi.
“Il Comando provinciale dei Carabinieri di Belluno invita a mantenere alta l’attenzione sul fenomeno ed a segnalare prontamente al 112 ogni tentativo di contatto telefonico da parte di presunti appartenenti alle forze di polizia che, con scusanti quale l’implicazione dell’autovettura di proprietà in eventi delittuosi, invitano le ignare vittime a predisporre ori e denaro per un controllo a domicilio. La sinergia fra la popolazione e i Carabinieri è infatti fondamentale per poter contenere l’odioso fenomeno delle truffe agli anziani, soggetti deboli e più facilmente ingannabili. Quando questa unione d’intenti si verifica i risultati sono tangibili, come dimostra l’evento dell’8 agosto dove la vittima ha potuto tirare un sospiro di sollievo tornandosene a casa coi propri averi, con ampia soddisfazione anche da parte degli operatori di polizia non solo per aver assicurato alla giustizia l’autrice, ma soprattutto per avere visto ricomparire il sorriso sul viso della malcapitata”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Carabinieri Belluno e archivio Qdpnews.it)
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