Il Teatro de La Sena di Feltre custodisce ancora oggi secoli di storia, arte e tradizione all’interno dello storico Palazzo della Ragione affacciato su Piazza Maggiore. Considerato uno dei luoghi culturali più rappresentativi della città, il teatro continua a raccontare il passato feltrino attraverso la sua architettura, le sue decorazioni e le figure illustri che ne hanno attraversato il palcoscenico.
A guidarci alla scoperta di uno dei luoghi più affascinanti e simbolici della città sono stati Beatrice Mariech, operatrice museale, e Bruno Antonetti, guida turistica della Città di Feltre.
Il teatro trova spazio al primo piano dell’imponente edificio cinquecentesco ricostruito dopo il devastante incendio del 1510, che distrusse gran parte della cittadella feltrina durante la guerra della Lega di Cambrai.
I lavori si conclusero nel 1611 e il grande salone interno era stato inizialmente pensato per ospitare il Maggior Consiglio cittadino, composto da 70 nobili feltrini e dal rettore inviato dalla Serenissima, residente nel vicino Palazzo Pretorio.








Con il passare del tempo, però, quella sala si rivelò poco funzionale per le attività istituzionali: troppo ampia, difficile da illuminare e complicata da riscaldare. Lo spazio venne così progressivamente trasformato in Teatro Sociale, diventando ben presto uno dei principali centri della vita culturale e mondana della città.


I nobili assistevano agli spettacoli dai palchetti, spesso utilizzati anche come salotti privati, mentre la platea si riempiva di cittadini pronti a seguire le rappresentazioni in piedi. Tra le figure illustri passate da Feltre c’è anche Carlo Goldoni, che soggiornò in città tra il 1729 e il 1730 come coadiutore di cancelleria. Proprio qui, come racconta nelle sue memorie, nacque la sua passione per il teatro e per la scrittura scenica.
Nel luglio del 1769 un fulmine colpì il teatro durante una rappresentazione gremita di pubblico. Dopo quell’episodio le attività subirono una lunga battuta d’arresto, aggravata anche dal periodo di instabilità politica legato all’arrivo delle truppe napoleoniche.
La rinascita arrivò nel 1802, quando i feltrini decisero di affidare il progetto di ricostruzione a Giannantonio Selva, l’architetto che pochi anni prima aveva firmato il progetto del Gran Teatro La Fenice di Venezia. È proprio da questo legame che nasce il soprannome di “Piccola Fenice”, ancora oggi associato al Teatro de La Sena.
Selva progettò una sala elegante e armoniosa, caratterizzata da 24 palchetti e da una struttura capace di garantire un’acustica eccellente. A impreziosire ulteriormente il teatro furono poi, nel 1843, le decorazioni realizzate da Tranquillo Orsi, già autore degli apparati scenografici della Fenice veneziana.




A lui si devono il grande sipario raffigurante il Giudizio di Mida, recentemente restaurato e tornato visibile dopo oltre quarant’anni, oltre ai raffinati motivi decorativi presenti tra i diversi ordini dei palchi. Il primo livello è caratterizzato da decorazioni floreali, mentre il secondo ospita i ritratti di celebri compositori, tra cui Gioachino Rossini. Sul soffitto spicca invece un velario dipinto su tela tesa, elemento che contribuisce anche alla straordinaria resa acustica della sala.
Da dicembre 2024 il Teatro de La Sena di Feltre ha riaperto le sue porte al pubblico con visite guidate dedicate alla scoperta della sua storia e delle sue decorazioni. Nei prossimi mesi il teatro tornerà inoltre ad animarsi con nuovi eventi e appuntamenti culturali, riportando al centro della vita cittadina uno dei suoi luoghi più rappresentativi.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








