Cappella Maggiore, i giovani ricordano Renzo Gava e chiedono al Comune un gesto che non cancelli la memoria del concittadino morto nel terremoto del 6 maggio 1976

Una targa, l’intitolazione di una sala o luogo pubblico per non dimenticare l’alpino Renzo Gava, morto 45 anni fa, il 6 maggio 1976 nella caserma Goi di Gemona, a causa del disastroso terremoto che colpì la terra friulana.

È la richiesta inviata oggi al sindaco Vincenzo Traetta e all’amministrazione comunale di Cappella Maggiore dal gruppo dei giovani di Nuova Voce, molto attivi in questo periodo di criticità e nel quale per le restrizioni risulta complicato a causa della mancanza di “vita” sociale dare spesso il giusto peso ai ricordi e anniversari.

In questo modo, con questa richiesta intendono commemorare il 45° anniversario dalla scomparsa del concittadino mancato il 6 maggio 1976: “Mentre era di stanza nella città friulana per ricoprire un incarico civico molto importante, ovvero era arruolato attraverso il servizio di leva obbligatoria nel Corpo degli Alpini – ricordano in una nota a firma del presidente Giuseppe Armellin – Renzo è mancato prematuramente (era più giovane di noi oggi, e per questo ci sentiamo in grande dovere di ricordarlo) nell’adempimento dei propri doveri, al servizio della propria nazione, operando con zelo e silenziosa dedizione.

“Crediamo sia giusto ricordarlo, e per questo sarebbe un gesto di assoluto rilievo e riconoscenza che l’amministrazione da voi presieduta colga l’occasione di un riconoscimento simbolico, ad esempio con l’apposizione di una targa o l’intitolazione di una sala o di un luogo pubblico, anche presso sedi associative, o comunque con un qualsiasi gesto che voi riterrete opportuno” continuano.

Il tutto perché la memoria di Renzo Gava non svanisca nel nulla dell’oblio. Renzo Gava era nato a Cappella Maggiore il 20 giugno 1956 da un’umile famiglia e si era contraddistinto in paese per la sua semplicità e solarità.

Dopo gli studi una breve esperienza lavorativa interrotta dalla partenza per la leva. In quegli anni  il servizio militare era obbligatorio.

Inizialmente assegnato al Corpo degli Alpini della Brigata Julia  alla caserma di Tolmezzo in seguito fu trasferito in quella di Gemona del Friuli dove pochi mesi prima del congedo, fu sorpreso anche lui dal terremoto del 6 maggio 1976.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile negli amici, nella fidanzata e nei familiari ed in particolare nella mamma Cesira che non ha mai smesso di ricordarlo ogni giorno della sua vita donando anche il gagliardetto alla sezione locale degli alpini di Cappella Maggiore.

Ogni anno da quel tragico evento, e anche oggi, si celebra una messa di commemorazione nella caserma Goi Pantanali di Gemona aperta a chiunque lo desideri e partecipa sempre una rappresentanza del Gruppo Alpini locale.

(Foto: Gruppo giovani Nuova Voce).
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