I reporter di Qdpnews.it in Angola con il dottor Tommasi: nel Paese dei contrasti, a bordo del Pajero ex “901” del Suem di Crespano

Sulle strade dell’Angola, repubblica centrafricana dimenticata dalle cronache internazionali, tra villaggi di lamiera, polvere e rifiuti, una Mitsubishi Pajero bianca scarta traffico e buche: è lo stesso fuoristrada – si nota dalla sagoma lasciata dalla colla dei vecchi adesivi – che è arrivato, sempre per primo, sulla scena di centinaia di emergenze nell’area della Pedemontana del Grappa. La 9-0-1 (questo il codice radio del veicolo) è stata infatti per anni l’automedica del Suem di Crespano del Grappa: oggi si trova a oltre 9500 chilometri e serve il Centro Beniamino di Funda, un’oasi sanitaria e scolastica in mezzo a un villaggio di baracche.

A bordo della vettura viaggiano il dottor Aurelio Tommasi, storico coordinatore del Suem 118 e medico condotto residente a Castelcucco, che gestisce la sezione del centro medico interno al Centro Beniamino, Paola Zorzatto, oss valdobbiadenese oggi residente a Cavaso del Tomba e due reporter di Qdpnews.it, Luca Vecellio e Simone Masetto, che si sono recati in Angola per documentare la loro missione.

“Ho fatto oltre 25 viaggi in Angola. È un Paese strano – commenta Tommasi -, pieno di risorse e anche di povertà. Tra le patologie più diffuse ci sono la malaria, la febbre tifoide e la tubercolosi: si sono diffuse in quest’area perché c’è un affollamento notevole e pochissima igiene nei villaggi. Inoltre, queste malattie si conoscono pochissimo: nei villaggi molta gente vive alla giornata, cercandosi il cibo dove capita, come meglio può”.

L’Angola è però anche il Paese dei contrasti: Luanda, la capitale, è una delle città più costose del mondo e sul territorio nazionale operano alcune multinazionali cinesi, specialmente nella costruzione di alcune città e strade. Dopo la guerra civile, che è durata trent’anni e ha visto fronteggiare fondamentalmente due partiti, UNITA e MPLA (attualmente al governo), la popolazione ha cercato di raggiungere Luanda, in cerca di cibo e casa, ma non ha trovato quello che cercava: i profughi si sono stabiliti in quella che viene chiamata la Cintura verde di Luanda, ovvero la zona periferica estesa della città (chiamata così per la presenza degli orti e delle coltivazioni, specialmente a Nord verso il Rio Bengo).

A Funda, nella provincia di Cacuaco, il Centro Beniamino condotto da AMEN, un’ONG italiana con sede ad Aversa, offre a tutti i bambini un servizio scolastico, un centro medico gratuito e una mensa, ma la comunità ha saputo dotarsi di molte altre attività, un panificio, un laboratorio galenico, una sartoria, un barbiere, dove residenti e missionari lottano tutti i giorni contro le difficoltà presenti in quest’area.

In questi villaggi, dove in una baracca monolocale di lamiera vive una famiglia di otto persone, dove una ragazza di trent’anni ha quattro figli e nessun marito, dove dopo il tramonto ci si muove con il machete, dove la polizia impiega quasi un giorno per arrivare a prelevare un cadavere, non esiste un solo punto di vista: nel mosaico di colori che l’Africa sa esprimere, ci sono anche i sorrisi dei bambini, a cui basta una caramella per gioire per un mese.

Il reportage, che è stato possibile grazie al contributo di Alto Trevigiano Servizi, Cadorin Group e Crispi, saprà raccontarne alcuni.


(Ha collaborato Simone Masetto. Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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