Giovedì 7 maggio, la comunità di Castelcucco ha ospitato Mauro Corona, la figlia Marianna e Costante Piz, detto “Poiana“. L’incontro, moderato da Giancarlo Cunial, si è incentrato sulla presentazione dei nuovi libri di Mauro e Marianna, alternata alle simulazioni dei versi degli uccelli di Poiana, noto chioccolatore che ha la capacità di imitare il canto dei volatili. In rappresentanza dell’amministrazione comunale, era presente la vicesindaca Antonella Forner.
Tra citazioni di filosofi, riflessioni profonde e qualche calice di vino rosso, Mauro si è raccontato esponendo la sua visione del mondo, a partire dall’infanzia turbolenta fino ad arrivare al tanto amato tema della montagna.
“Ci sarà un ritorno o lo spopolamento delle zone montane continuerà ad aumentare?”: questa la domanda posta dal moderatore, che ha dato inizio al dibattito.
“Con il mio libro, I sentieri degli aghi di pino, ho cercato di far rinascere un paese morto. In questo romanzo succede tutto quello che dovrebbe accadere nella realtà: uno dei protagonisti cerca di riscattarsi dopo una vita scellerata a distruggere boschi. Sapendo di non poter aggiustare ciò che ha devastato, sceglie di ripartire da zero.- prosegue Mauro Corona- Se non creiamo lavoro nei paesi è chiaro che si spopolano, ma bisogna tenere in considerazione anche il divertimento: più che il posto di lavoro, bisogna creare l’ambiente che faccia venire voglia di restare. La differenza rispetto agli altri racconti che ho scritto è la presenza del dialogo tra i personaggi: un fratello che mira a guadagnare con i boschi e una sorella, botanica, che vuole curare le piante dalle malattie”.
Il messaggio che traspare da queste righe è che la montagna non è solo vita, ma cultura che insegna il senso del limite: non si può guadagnare in modo infido.
Scrivere per rinascere
Marianna racconta di aver iniziato l’attività di scrittura per mettere nero su bianco la storia di un suo momento difficile, quello della malattia: ”La scrittura mi serve per dare forma alla realtà; il primo libro è stato una forma di rinascita, molto liberatorio. Questa creatività è sempre stata presente nella mia infanzia, grazie a mio padre che mi ha insegnato il legame con la natura e a creare storie”.
Anche la figlia, nel recente libro Rifugi per un tempo sospeso, illustrato da Giulia Borsi, pone al centro la montagna. “I miei rifugi sono stati i piccoli paesi di montagna e i sentieri”: stando in questi spazi, l’autrice ha affermato di aver avuto la sensazione che il tempo non le sfuggisse di mano.
«Non perdere il tempo, ma liberarlo da una zavorra che altrimenti ti tiene in prigione»: questo è il messaggio che traspare dai racconti dei due autori.
Il moderatore ha concluso con questa domanda: «Nelle nostre montagne c’è un futuro di speranza?».
«Sicuramente. I giovani hanno già delle nuove visioni: la sfera lavorativa dovrà ridimensionarsi per lasciare spazio al tempo per sé.- afferma Marianna- L’essere umano si è allontanato un po’ dall’essenziale, ignorando i segnali di malessere che il pianeta ci invia. Riusciremo a ricucire questo taglio netto? Spero di sì, ma penso che sarà molto difficile».
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto e video: Francesca Battilana)
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