Mancano ormai solo due settimane all’appuntamento elettorale del 24 e 25 maggio e, anche a Castelfranco Veneto, è iniziata la tradizionale “sfilata” dei big dei rispettivi partiti in corsa a sostegno dei candidati sindaci.
Sabato pomeriggio nella Città del Giorgione è arrivato l’europarlamentare e presidente del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, a supporto della candidatura alla poltrona di primo cittadino di Maria Ghimenton.
“Siamo qui per parlare di Castelfranco, ma anche per guardare un po’ più in là. Perché quello che stiamo costruendo in questa città fa parte di un progetto più ampio, che condivide valori e visione con chi, in questi anni, ha dimostrato che si può governare bene, con concretezza e attenzione alle persone – le parole con cui la candidata del centrosinistra ha accolto l’ex presidente dell’Emilia-Romagna – Stefano Bonaccini lo conoscete. Viene dal territorio, è stato il presidente di una delle regioni più efficienti d’Italia, oggi è europarlamentare e presidente del Partito Democratico. Non è un politico qualsiasi: è qualcuno che sa cosa significa stare in mezzo alla gente, ascoltarla, trovare soluzioni concrete ai problemi quotidiani. È esattamente il tipo di politica in cui credo anch’io”.


“Condividiamo alcune convinzioni di fondo. In primis che investire nella sanità, nella scuola, nel welfare e nell’ambiente non sia una spesa, ma una scelta di civiltà – ha proseguito Ghimenton – C’è un tema che ci unisce in modo particolare quello del dissesto idrogeologico e delle alluvioni. Stefano ha vissuto in prima persona, come presidente dell’Emilia-Romagna, cosa significa gestire un’emergenza di quella portata. Sa cosa vuol dire per una comunità vedere le proprie case, le proprie strade, le proprie frazioni sommerse dall’acqua. Noi a Castelfranco lo sappiamo bene anche noi: alcune nostre frazioni hanno pagato un prezzo altissimo. E la risposta non può essere solo l’emergenza: serve una visione, serve investire nella prevenzione, nella difesa del suolo, nella resilienza del territorio. È una battaglia che vogliamo combattere insieme, dal Comune fino all’Europa. Su questi temi, Castelfranco ha molto da dire e molto da fare”.
“Abbiamo un ospedale da difendere, frazioni da connettere, giovani da trattenere, famiglie da sostenere. E avere al nostro fianco chi ha già dimostrato, governando, che queste cose si possono fare, è per noi un valore e un incoraggiamento – ha concluso la candidata del Centrosinistra – Grazie Stefano di essere qui. Castelfranco può. E stasera lo dimostriamo ancora una volta”.
La mattina seguente, domenica, in città è arrivato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, senatore Adolfo Urso (Fratelli d’Italia), a sostegno del candidato unitario di Centrodestra, Luca Pozzobon.
Il ministro ha tenuto un breve punto stampa, in cui si è soffermato in particolare sulle vertenze Speedline/Berco, sulle prime indicazioni IGP riconosciute a produzioni artigianali, e sul vetro di Murano e il merletto di Burano.
“Il Centrodestra è in prima linea nel sostenere le imprese e nell’attuare un processo di riforme che possa rendere più facile la loro attività e meglio sostenere le nostre famiglie in questo momento così difficile, dovuto a condizioni geopolitiche che tutti purtroppo conosciamo”, ha esordito Urso.


Che poi, sollecitato sul caso Berco, lo stabilimento di Castelfranco Veneto la cui chiusura è stata prorogata a quest’estate, ha dichiarato: “Stiamo lavorando sia in quell’area che in altre nel nostro Paese e nella stessa regione Veneto per arrivare a una riconversione ad altre attività industriali oggi in via di espansione. In alcuni casi si può farlo con l’industria della Difesa e della Sicurezza, peraltro piuttosto importante anche in quell’area e in questa regione, visto che l’Italia ha una capacità industriale e tecnologica riconosciuta anche dalle altre imprese della Difesa europea. Per esempio stiamo lavorando da una parte con Leonardo, ma dall’altra con Fincantieri, anche rispetto agli accordi che hanno sottoscritto con alcune importanti realtà internazionali ed europee: mi riferisco per esempio a Rheinmetall AG, tedesca, che intende realizzare in Italia una filiera industriale che possa soddisfare le esigenze anche della Germania”.
“Un’ipotesi tipica è quella dell’area di Marghera su cui ho fatto un sopralluogo proprio pochi giorni fa e i tecnici della commissione giungeranno qui tra pochi giorni per fare il loro sopralluogo, affinché sia possibile realizzare nell’area di Marghera il primo sito strategico di stoccaggio delle materie prime critiche, il sito pilota in Europa, per approvvigionare di materie prime critiche le industrie italiane ed europee in caso di altri shock”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Maria Ghimenton e Simone Masetto)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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