Il “coiffeur” col cappotto, l’olio per frittura sullo scaffale, il registratore di cassa scollegato: sospese due barberie

Locali che ponevano in vendita prodotti scaduti, creme e unguenti privi di etichettatura in lingua italiana, ma anche botteghe di barbiere totalmente abusive e prive di qualsiasi titolo: sono solo alcune delle situazioni nelle quali si sono imbattuti gli agenti della Polizia locale – Nucleo Polizia Amministrativa – durante i controlli effettuati nel mese di marzo. Un piano di verifiche predisposto dal Comando castellano al fine di tutelare la salute dei consumatori: “Con alimenti e prodotti cosmetici non si scherza”, spiegano.

Sono state sottoposte a controllo numerose attività cittadine, per verificare il rispetto delle normative di settore. Il bilancio finale dei controlli è di due attività sospese, 246 articoli sottoposti a sequestro e 11 chili di merce scaduta da avviare alla distruzione.

Le attività sospese sono due barberie.

La prima, totalmente sconosciuta agli uffici, era abusiva e priva di qualsiasi titolo per esercitare. Il registratore di cassa, seppur alimentato, non era nemmeno collegato. Gli agenti hanno fatto uscire i clienti presenti e avviato contestualmente le procedure per la chiusura immediata dell’attività.

Nei giorni successivi i controlli si sono estesi a un altro salone: all’interno era presente un cittadino straniero intento a tagliare i capelli a un ragazzo. Il giovane non aveva alcun titolo per lavorare ed esercitava l’attività indossando ancora il cappotto. Sugli scaffali erano presenti creme in cattivo stato di conservazione e persino una bottiglia di olio per frittura.

Anche in questo caso l’attività è stata immediatamente sospesa e chiusa: pur essendo regolarmente autorizzata, al suo interno era assente il titolare o altra persona qualificata. Il rispetto della normativa di settore tutela il cliente finale, ma anche i titolari di saloni di barberia e acconciatura regolari, che operano nel rispetto delle regole sostenendo costi di esercizio importanti.

Nei giorni successivi, i controlli hanno riguardato anche alcuni minimarket cittadini, dove sono stati rinvenuti circa 11 chilogrammi di prodotti scaduti ma comunque posti in vendita, oltre a numerosi altri prodotti – sia alimentari che cosmetici – prevalentemente di origine orientale o asiatica, privi di etichettatura e delle informazioni obbligatorie per il consumatore, nonché della marchiatura CE.

In tali casi risulta impossibile comprendere la provenienza e il contenuto dei prodotti, e quindi verificarne la salubrità e la conformità alle normative europee e italiane. Complessivamente sono stati 246 i prodotti sottoposti a sequestro.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Città di Castelfranco Veneto)
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