Le Fiamme Gialle di Treviso, all’esito di articolate indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla locale Autorità giudiziaria, hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, una donna straniera di nazionalità cinese per sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale irregolare sullo Stato italiano.
La clandestina, priva di qualsiasi documento, ha confermato di essere stata contattata, tramite un sito cinese, dalla maitresse con cui ha concordato di dividere il 50% dei compensi delle prestazioni rese in cambio di vitto e alloggio.
Le investigazioni, condotte dalla Compagnia di Castelfranco Veneto sin dalla scorsa estate, hanno permesso di appurare che all’interno di un Centro benessere a Vedelago veniva svolta una fiorente attività di prostituzione da parte di varie donne, anch’esse di nazionalità cinese, che si sarebbero alternate nel corso dei mesi sotto la supervisione e direzione dell’arrestata.
La responsabile, secondo gli inquirenti, gestiva i rapporti con la clientela attirata da annunci espliciti pubblicati sui più noti siti di incontri online, concordando gli appuntamenti e i prezzi delle prestazioni e applicando un vero e proprio tariffario a seconda del livello di intimità e durata richiesto dagli avventori, i quali potevano accedere al centro a qualsiasi ora.
Durante l’intera attività di monitoraggio svolta dai Finanzieri sono stati identificati ulteriori tre persone ritenute coinvolte a vario titolo nell’attività illecita, tutte denunciate per concorso allo sfruttamento.
È emersa infatti anche la figura di una possibile socia, anch’essa di nazionalità cinese, che coadiuvava la maitresse nella gestione e nella ricerca delle “operaie” da poter impiegare nell’attività.
Le due donne potevano contare sull’appoggio di un sessantenne italiano, che contribuiva alla manutenzione dei locali e al sostentamento delle meretrici, obbligate a vivere all’interno del centro adibito a vero e proprio appartamento. Inoltre l’uomo si sarebbe occupato della custodia dei ricavi illeciti nonché del loro versamento nel conto corrente intestato alla formale titolare della partita Iva associata al centro.
Nel corso delle indagini sono stati identificati 885 clienti stimando per l’attività illecita un volume d’affari di oltre 170 mila euro che saranno sottoposti a tassazione quali proventi illeciti dell’attività.
Durante il blitz, le Fiamme Gialle, con l’ausilio delle unità cinofile, hanno sequestrato oltre 2 mila euro occultati all’interno del quadro elettrico del centro ed anche in un mobile appositamente modificato per la raccolta del denaro. Gli ulteriori proventi stimati sono stati trasferiti all’estero, come attestato da molteplici ricevute di versamento rinvenute nel corso della perquisizione per cui saranno svolti mirati approfondimenti.
Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti centinaia di contraccettivi occultati all’interno di bottiglie di plastica nascoste nella vegetazione intorno al centro, sottoposto a sequestro così come i tre telefoni cellulari in uso alla maitresse. I dispositivi Informatici sequestrati saranno analizzati al fine di ricostruire i collegamenti con possibili ulteriori complici nonché le comunicazioni occorse con tutti i clienti.
L’operazione testimonia la costante presenza sul territorio della Guardia di Finanza – quale polizia economico-finanziaria a competenza generale – a contrasto non solo dello sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma anche delle modalità di reimpiego dei proventi illeciti che ne derivano.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Guardia di Finanza)
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