Multato per aver portato il figlio al centro estivo in bicicletta, facendolo sedere sulla canna. Una sanzione (di 27 euro) che non è andata proprio giù a un cittadino di Castelfranco Veneto che subito dopo l’episodio, avvenuto questa mattina, giovedì, ha “denunciato” l’accaduto sui social polemizzando con gli agenti della Polizia locale che gli hanno comminato la multa.
Un post, il suo, divenuto “virale” in poche ore (e poi rimosso dal gruppo “Sei di Castelfranco Veneto se…”), con numerosi commenti di “sostengo” e, allo stesso tempo, di critica (eufemismo!) nei confronti dell’operato della Polizia locale.
Stando a quanto ricostruito sin qui, l’uomo è stato visto dagli agenti con il bimbo sul tubo della bici e quindi fermato. Al che, dopo averlo avvisato sui rischi di un simile comportamento, i due Vigili gli avrebbero chiesto per ben due volte di far scendere il piccolo dalla bici.
Una richiesta a cui l’uomo avrebbe opposto un secco “no” in entrambe le occasioni, tentando di proseguire il suo cammino come se niente fosse. Da qui l’alt intimato dagli agenti e la multa da 27 euro scattata nei suoi confronti.
Sull’episodio, anche alla luce della ridda di polemiche subito scatenatesi sui social al grido di “forti coi deboli” e altre frasi di questo tenore, è intervenuta la sindaca Maria Ghimenton: “Ogni segnalazione dei cittadini merita attenzione e rispetto, perché il confronto con la comunità è parte fondamentale del lavoro di un’Amministrazione – ha commentato la prima cittadina castellana – Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che ogni situazione va valutata sulla base dei fatti e non attraverso ricostruzioni o giudizi espressi sui social senza conoscere tutti gli elementi”.
“L’Amministrazione comunale ripone piena fiducia nel lavoro quotidiano degli agenti della Polizia Locale, che operano ogni giorno con professionalità, equilibrio e senso di responsabilità, spesso affrontando situazioni complesse nell’interesse della sicurezza di tutti – ha concluso Ghimenton – Saranno naturalmente verificati eventuali chiarimenti necessari nelle sedi opportune, ma non riteniamo corretto trasformare ogni episodio in un processo pubblico alimentato dai commenti dei social. La sicurezza, il rispetto delle regole e il rapporto con i cittadini richiedono ascolto, dialogo e anche senso di responsabilità da parte di tutti.”
(Autore: Alessandro Lanza)
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