È notizia di questi giorni il caso della donna di Salgareda infettata dal West Nile Virus, mentre a Riese Pio X è stato individuato un pool di zanzare positive.
Su entrambi i casi, e sulle relative accortezze da tenere presenti, hanno fatto chiarezza la dottoressa Valentina Moretti, del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss2, e il dottor Ernesto Pascotto, medico veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria e referente provinciale per le zoonosi (le malattie infettive trasmesse dagli animali agli esseri umani).
Sul fronte del caso della donna di Salgareda, la dottoressa Moretti ha spiegato che, nella maggior parte dei casi, il West Nile Virus è asintomatico, solo una percentuale al di sotto all’1% registra delle forme neuroinvasive.
In altri, come in quello della donna di Salgareda, si manifesta invece con una forma febbrile importante: è stato infatti l’ospedale a cui la donna si è rivolta a segnalare la presenza del West Nile Virus.
Quindi, in caso di febbri alte, è sempre meglio rivolgersi dal medico o andare in pronto soccorso, dove i sanitari potranno verificare se effettivamente lo stato febbrile è provocato da questo virus.
Come evidenziato dalla dottoressa Moretti, è sempre meglio agire sulla prevenzione, utilizzando repellenti cutanei esterni e indossandoabiti lunghi in luoghi dove c’è una certa presenza di zanzare.
E ancora, usare zanzariere ed evitare che si verifichi in casa una situazione di raccolta d’acqua stagnante: i contenitori d’acqua vanno svuotati oppure coperti.
Sul fronte animale, invece, il dottor Pascotto ha spiegato che, nel territorio, c’è un’attività di monitoraggio permanente, grazie alla presenza di trappole che catturano zanzare notturne e diurne, su cui vengono effettuati dei test virologici, al fine di trovare il prima possibile le patologie, come il Virus West Nile.
Test che vengono inviati all’Istituto Zooprofilattico di Padova e, poi, a quello di Teramo per una conferma.
“In questa maniera è stato riconosciuto il pool di zanzare infette a Riese Pio X – ha spiegato il dottor Pascotto – Gli uccelli fanno da serbatoio del virus, le zanzare li pungono e ricevono il virus e, di conseguenza, possono pungere l’uomo”.
“Il West Nile Virus non viene trasmesso dalla zanzara tigre, come molti credono, bensì dalla zanzara culex (la zanzara notturna) – ha proseguito – In caso di un pool positivo di zanzare, così come è avvenuto, viene fatta una notifica di allerta al Comune interessato e ai territori limitrofi, per un raggio di 5 chilometri”.
“In seguito, non vengono utilizzati automaticamente degli adulticidi (a meno che non si verifichino casi molto particolari), per una questione di impatto ecologico: le loro molecole sono dannosissime per la fauna, soprattutto per rettili e anfibi, che mangiano zanzare notturne. Inoltre, il rischio è quello che contribuiscano a creare dei ceppi di zanzare resistenti a tali sostanze”, ha aggiunto.
“Il consiglio resta quello di tutelarsi utilizzando insettorepellenti durante la sera e la notte, soprattutto nel caso degli anziani”, ha concluso.
(Autore: Arianna Ceschin)
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