Anche nel giorno dell’anniversario della Liberazione la memoria di Cavaso del Tomba passa per piazza XIII Martiri e per il mese di settembre del 1944: questo per mantenere indelebile il ricordo di 13 partigiani che persero la vita in paese.
Per la comunità di Cavaso, per i volontari che si sono impegnati in questo anche nei periodi più difficili, quest’anno come i precedenti, rinnovare le varie commemorazioni dedicate ai caduti sembra esser stato sempre un bisogno, più che una buona azione civile.
Il rimboccarsi le maniche e l’aiuto concreto nelle grandi piccole cose ha da sempre distinto questa comunità, cresciuta ai piedi del Monte Tomba a pane e racconti di guerra.
Erano ragazzi nel fiore degli anni, che hanno visto dalle 16 alle 25 primavere: Alfredo Ballestin, Giuseppe Ardito, Girolamo Binotto, Ermenegildo Metti, Mirto Andrighetti, Carmine d’Innocenzo, Guerrino Dissegna, Michele Ancona, Marcello Zilio, Gilberto Carlesso e due altri giovani di cui non si sa nulla se non il luogo esatto dove sono stati uccisi.
Sono tutti morti per impiccagione tra il 23 e il 25 settembre del ’44, dopo il rastrellamento del Grappa, e nel tempo, a partire dal 2008, si è cercato di ricostruire qualcosa in più in merito all’identità di quei partigiani, deceduti in modo così violento e improvviso come soltanto in tempo di guerra può accadere.
Si sa ad esempio che Carmine d’Innocenzo aveva i capelli scuri ed era alto circa un metro e settanta, Guerrino Dissegna era biondo e di statura media, mentre Michele Ancona era sposato con tre figli, aveva i capelli scuri e indossava spesso una giubba a vento. I parenti di alcuni di loro sono stati rintracciati e invitati a partecipare alle cerimonie di commemorazione del 25 aprile, iniziate già nel 2005 nei pressi dei cippi in loro ricordo.
Gianni Ceccato, ex vicesindaco di Cavaso, ricorda quanto sia stata importante la commemorazione dei caduti della Resistenza per la comunità: “Già con l’amministrazione Damini è iniziato il ciclo di commemorazioni e nel 2004 si è celebrato il 60esimo anniversario del Rastrellamento del Grappa. Si è trattato di un evento molto sentito, curato dalla dottoressa Silvia Sartor, con la partecipazione dell’onorevole Tina Anselmi, il professor Egidio Ceccato e la preziosa presenza dei partigiani reduci di Cavaso Pietro Boito, Giovanni Marin e Albino Suine”.
Anche quest’anno, grazie alla collaborazione dell’amministrazione Rugolo con le associazioni di volontariato, si porta avanti la tradizione nel ricordo degli eventi e gli eroi delle due guerre.
“L’amministrazione attuale si è attivata nel manutentare le lapidi dei partigiani caduti che riposano nel cimitero di Cavaso. Questo non sarebbe stato possibile senza la collaborazione dei cittadini che hanno preso a cuore l’iniziativa senza chiedere nulla in cambio” precisa il consigliere comunale Loris Ceccato.
A continuazione del progetto verrà sistemata anche la lapide sul Monte Tomba dedicata ad Aldo Salvestro, giovane partigiano ucciso a meno di una settimana dalla fine della guerra.
Inoltre il Comune di Cavaso, in occasione del centenario della traslazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, ha in programma di deliberarne il conferimento della cittadinanza onoraria: quest’iniziativa sarà sostenuta dalle Medaglie d’Oro al Valor Militare in collaborazione con l’Anci e Assoarma (Consiglio nazionale permanente delle associazioni d’Arma).
(Foto: per gentile concessione del Comune di Cavaso).
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