Venerdì sera, nella sala consiliare del comune di Cavaso del Tomba, si è tenuta la presentazione del libro “Saggi come la terra… istanti di vita in un ricordo. Detti, usanze memorie nella tradizione contadina veneta” di Moreno Zanuso, nell’àmbito della rassegna “Il Maggio dei Libri”.
L’incontro è stato moderato dal professore Gianni Potrich, accompagnato dal fisarmonicista Bruno Miotto; presente anche il vicesindaco Michele Cortesia.
Una carega di paglia con un vecchio rosario appeso, questa l’immagine da cui è partito il racconto: molto più di semplici oggetti che da sempre fanno parte della quotidianità, ma che con il tempo hanno acquisito un valore simbolico profondo soprattutto nella vita contadina veneta, che fa da sfondo al libro.


La sedia, in particolare, è vista come un simbolo portatore di memoria presente sia nelle case sia nelle osterie, dove molte persone si recavano per raccontarsi e ascoltarsi: chi dopo una giornata in fabbrica, chi dopo il lavoro nei campi.
Tra i luoghi citati nel libro è presente anche la cucina, il cuore pulsante della casa dove non solo si preparava da mangiare ma si raccontavano le paure, si pregava, si insegnava: si trascorreva una vita intera.
Tra le pagine, attraverso l’ausilio dei detti veneti, viene ritratta la giornata tipo della vita contadina: gli uomini al mattino presto nei campi, le donne che accendono la cucina e i bambini che si preparano per la scuola. Erano tempi duri, in cui la fame era una presenza reale dentro le case, ma si puntava sulla capacità di dare valore alle cose più semplici. “Pan e ocio vita da fioi” ricorda proprio come bastasse poco per sentirsi ricchi.


In poche parole, all’epoca l’universo umano era fatto di piccole cose che diventavano immense perchè conquistate con sacrificio. Ogni cosa aveva una storia, c’era la cultura del rispetto per il lavoro, il tempo e la fatica necessaria per conquistare le cose.
All’autore è stato chiesto quali profumi, suoni o immagini del mondo contadino portasse ancora oggi più vivi dentro di sé: “Il profumo di acqua di colonia, erba tagliata nella primavera e della paglia dopo aver tagliato il Grano. E come suono il rumore del trattore da lontano” ha risposto Zanuso.
Il libro analizza anche la figura della donna: non appare mai come una semplice presenza domestica ma è la madre, moglie, lavoratrice e custode della memoria. Le sue giornate Iniziano prima dell’alba e finiscono quando tutto tace. Le sue mani portano i segni della fatica e della cura, è il simbolo della stabilità.
Uno dei messaggi, forse quello più rilevante, è l’importanza delle vite che ci hanno preceduto, che hanno costruito il Veneto non con grandi discorsi, ma con il lavoro quotidiano. Trasformare la memoria in futuro, non per vivere di nostalgia ma per recuperare ciò che rende umano il nostro vivere, questo è l’obiettivo.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto e video: Francesca Battilana)
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