“Noi voci invisibili”, la storia di Elisa Schininà

Martedì 26 maggio, nella sala consiliare di Cavaso del Tomba si è svolto il secondo incontro della rassegna “Il maggio dei Libri”, durante il quale è stato presentato il libro “Noi voci invisibili” di Elisa Schininà.

Presenti il sindaco di Cavaso del Tomba Gino Rugolo, il vicesindaco Michele Cortesia, i genitori della ragazza- mamma Antonia e papà Maurizio – la psicologa Vanessa Visioli.

Il libro è stato scritto e pubblicato da Elisa dopo un periodo trascorso nel reparto di psichiatria, per ripercorrere le fasi del suo disturbo mentale e superare i pregiudizi. Nel corso della serata è stato proiettato un video registrato da Elisa nel giugno 2021, pochi mesi prima di togliersi la vita, in cui spiega ciò che l’ha spinta a scrivere questo testo.

“Nei periodi di depressione scrivo tantissimo per sfogarmi; da lì sono passata su Instagram, fino a decidere di buttare giù qualcosa sotto forma di romanzo. Ho deciso di trasformare i miei pensieri e quello che mi stava succedendo in un libro.- racconta Elisa – Parla di noi che ci nascondiamo perché abbiamo paura del giudizio degli altri, di noi ‘voci invisibili’ perché il disturbo non lo vedi, non è come un braccio rotto. Non lo vedi, ma c’è. Mi ha dato soddisfazione perché ha dato voce a quello che ho passato e può far capire agli altri cosa vuol dire avere un disturbo dell’umore”.

L’obiettivo, dunque, è quello di permettere a coloro che soffrono di disturbi mentali di orientarsi nei labirinti della sofferenza psichica che la società fatica a guardare negli occhi: riconoscere i segnali che l’invisibile nasconde e trasformare il dolore in un ponte di comprensione per gli altri che combattono la stessa battaglia in silenzio.

Questo gesto rappresenta un atto di coraggio estremo nel tentativo di dare un nome a ciò che spesso non ha voce: le parole restano un ponte verso la comprensione.

Nel periodo in cui ha deciso di scrivere questo libro, mettere “nero su bianco” ciò che ha passato e provato ha risvegliato in lei la voglia di prendersi cura di qualcosa, di vivere per un obiettivo, di dedicarsi a un progetto e di portarlo avanti.

Nel corso dell’incontro è stato dato spazio ad alcune riflessioni sul mondo di oggi, su quanto sia importante creare degli spazi adeguati per esporre i propri pensieri e porsi delle domande, anche se non sempre si troveranno delle risposte: questo è già il primo passo per affrontare e non reprimere le proprie paure e i propri dolori.

(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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