Bosco delle Penne Mozze, questa mattina la 50esima cerimonia (la prima “nazionale”). Favero (Ana): “I valori degli Alpini più forti dell’individualismo”

È stata una lunga e sentita cerimonia quella di oggi, domenica 29 agosto, a Cison di Valmarino, durante la quale si sono alternati momenti di ricordo e parole di speranza per il futuro del mondo alpino: raccolti al cospetto del Bosco delle Penne Mozze c’erano infatti il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 generale Francesco Paolo Figliuolo, il generale di corpo d’armata Claudio Berto e il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero.

Moltissimi i vessilli e gagliardetti di sezioni e gruppi alpini provenienti da tutt’Italia in occasione di una celebrazione che, per la prima volta dopo cinquant’anni, ha assunto carattere nazionale.

A partire da quest’anno, l’evento avrà carattere nazionale una volta ogni cinque edizioni: ciò rappresenta una grande soddisfazione soprattutto per il Gruppo Alpini di Cison, della sezione di Vittorio Veneto e delle altre tre sezioni di Conegliano, Treviso e Valdobbiadene, che hanno mantenuto dal 1968 quel sito che il generale Berto ha definito “una cattedrale del sacrificio”.

Alla funzione, che ha avuto inizio esattamente alle 10, hanno partecipato molte autorità tra sindaci (quasi tutti quelli della Sinistra Piave), esponenti politici e forze dell’ordine. Molti degli alpini, portando alto lo spirito di comunità che li caratterizza, erano in posizione già da ore. Ad accompagnare la cerimonia sono stati il Coro sezionale Ana dii Vittorio Veneto e la Fanfara alpina sezionale di Conegliano, oltre alla voce dello speaker Nicola Stefani: dopo la sfilata del gonfalone delle due Città Medaglie d’oro al Valor militare, Treviso e Vittorio Veneto, citando anche Sernaglia e Moriago della Battaglia, Medaglie d’oro al Valor civile, è stata la volta dei labari dell’Associazione Nazionale Alpini, che il corteo ha accolto sul palco dove si è svolta la seconda parte della cerimonia.

Dopo l’alzabandiera, a prendere la parola è stato il presidente dell’Associazione Penne Mozze Varinnio Milan, che ha ricordato con commozione il predecessore Claudio Trampetti, mancato lo scorso aprile: durante il suo intervento, oltre a ringraziare gli ospiti, Milan ha evideniato la presenza della signora Imelda Reginato, moglie del tenente medico Enrico Reginato, medaglia d’oro al valor militare del Battaglione Monte Cervino.

Prima degli interventi degli ospiti e della messa, celebrata dall’ordinario militare per l’Italia, arcivescovo Santo Marcianò, l’attenzione si è spostata sull’Albero del Ricordo, che si è arricchito di ventiquattro nuove foglie, rappresentanti le 24 sezioni Ana di tutt’Italia ancora mancanti, che hanno voluto apporre un ricordo per i propri Caduti. Tra di loro, i relatori si sono congratulati anche con una partecipazione da oltreoceano, la sezione di Vancouver (Canada).

“Un visitatore potrebbe vedere questi monumenti e riconoscerci qualcosa di oscuro e lontano – ha cominciato il generale Berto con un intervento che ha fortemente emozionato il pubblico – Quel visitatore potrebbe non cogliere l’insieme delle cose. Qui un albero protegge il ricordo dei nostri Caduti dall’indifferenza. Qui ci affidiamo a un cammino di salvezza”.

Prossimo al ritiro dall’incarico di comandante, il generale Berto ha concluso dicendo: “Credo che noi Alpini abbiamo ancora qualcosa dire a tutti quanti”. 

“Questa è anche un’occasione per ritemprarmi e riprendere i veri valori degli alpini – ha affermato il generale Figliuolo – Un popolo senza memoria non ha futuro”.

Con l’occasione, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 ha sottolineato la necessità del rispetto delle regole sanitarie, per consentire ai ragazzi di evitare la didattica a distanza, che ha giudicato poco formativa.

Il presidente Favero ha parlato principalmente di futuro nel suo intervento, riferendosi anche a un eventuale ritorno della leva: “È nell’interesse della Patria, della nostra bandiera, dei nostri giovani mantenere i valori degli alpini: ci permetterà di vincere una guerra contro un nemico ancora più pericoloso di quello che stiamo affrontando oggi, l’individualismo”.

A proposito di ragazzi, il Green Grest di Valmareno, coordinato da Stefano Stefani, si è organizzato in modo da “pattugliare” il Bosco delle Penne Mozze per tutta la notte precedente: questo per assicurare agli ospiti di trovare un’area ben tenuta e di mostrare alle autorità l’ordine e il rispetto che la Vallata dedica ai suoi Caduti.

(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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