Cison, la “Famiglia del Burkina Faso” ricorda l’amore di Antonio Zanella per l’Africa: “Tu e Franco avete sostenuto i vostri fratelli Burkinabè”

Anche la “famiglia del Burkina Faso” di Antonio Zanella, deceduto in questi giorni nella nazione africana (qui l’articolo), ha voluto ricordare la sua preziosa opera di volontariato con gli “Amici di Enzo”, un gruppo di volontari e benefattori di Cison di Valmarino che collabora da molti anni con il Center Oasis JB di Koudougou attraverso le adozioni a distanza e gli aiuti umanitari.

Gli “Amici di Enzo” hanno sempre avuto come riferimento Enzo Missoni, un volontario di origine friulana che nel 1987 si è trasferito a Koudougou, dove ha messo in piedi questo centro per offrire assistenza alimentare, sanitaria e scolastica ai bambini che soffrono di malnutrizione e spesso muoiono per malattie infantili o di Aids.

Nel Centro Oasis sono seguiti circa 400 bambini orfani o molto poveri grazie alle adozioni a distanza provenienti principalmente dall’Italia.

“Noi ti abbiamo conosciuto, un uomo sempre disponibile, pieno di bontà – scrive Enzo Missoni insieme alla ‘famiglia del Burkina Faso’ di Antonio – L’amore per il Burkina è nato nel tuo cuore attraverso il tuo amico Gianfranco Fiorin, volontario da anni qui da noi e assieme avete combattuto al nostro fianco per portare avanti le attività di raccolta fondi per sostenere il Centro Oasis JB di Koudougou. È in questo centro che hai lottato per sostenere l’istruzione dei bambini orfani e indifesi. Tu e Franco vi siete impegnati adottando, e facendo adottare ai vostri amici, una trentina di bambini, donando loro la possibilità di nutrirsi e andare a scuola”.

“Avete anche sostenuto i vostri fratelli Burkinabè – continuano – portando l’acqua potabile in alcuni villaggi. Senza dimenticare i periodi che io e Clarisse abbiamo trascorso con voi in Italia, dove tu e Franco eravate sempre là per accoglierci e sostenerci. Sei sempre stato un grande combattente, accanto a Franco, per il bene dell’associazione. Noi, i tuoi amici Burkinabè, ti rendiamo omaggio, perché dopo il doloroso incidente di Franco, hai smarrito la via, tu non ti sei più ritrovato, finché la malattia ha fatto la sua comparsa. A volte sentivo che non stavi bene”.

“Non ti abbiamo mai lasciato solo – proseguono -, caro Antonio, ti abbiamo riportato al Centro che è sempre stato un po’ casa tua e ci siamo presi cura di te con lo stesso affetto che tu hai sempre dato e mostrato a noi. Ti abbiamo visto migliorare e di questo ci siamo rallegrati, chiedendoti, però, di tornare in Italia per il tuo bene. Eravamo convinti che l’avessi fatto, ma il destino che hai scelto per te ha voluto tenerti qui, nella tua amata Africa. Avremmo voluto, noi che ti siamo sempre stato affezionati, un destino diverso per te. Avremmo voluto sentire ancora le tue risate e vedere i sorrisi che dispensavi ogni giorno”.
I volontari in Africa raccontano della telefonata che hanno ricevuto e della notizia della morte di Antonio.

Te n’eri andato, volando lassù a fare compagnia a Franco e a tutte le anime belle che hanno lasciato questo mondo per salire al cielo – aggiungono – Anche se il tuo respiro si era spento, di nuovo non ti abbiamo lasciato solo, ci siamo occupati di te, informando tuo fratello e facendo in modo di far rientrare la tua salma in Italia. Ringraziamo per l’aiuto ricevuto l’ambasciatore e la signora Giglio, che si sono fatti carico di seguire le pratiche”.

“Ci siamo ritrovati, tutti noi, il personale del Centro Oasis JB e i tuoi bambini adottati per ricordarti con una messa e per chiedere al Signore di accoglierti nel Suo Regno per tutto il bene che hai fatto sulla terra e per perdonare i tuoi peccati – concludono – Un giorno ci ritroveremo, con te e Franco, lassù accanto a Dio, nostro Padre Eterno e ritroveremo il tuo sorriso. I tuoi amici del Burkina si stringono al dolore di tuo fratello Piero, alla famiglia di Gianfranco e a tutti gli amici con cui hai collaborato a lungo”.

(Foto: Center Oasis JB).
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