Giuseppe Buffon alla guida della Pontificia Università Antonianum: “Porto con me la concretezza di questa terra”

Arriva dall’Alta Marca il nuovo Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum: il professor Giuseppe Buffon, dell’Ordine dei Frati Minori francescani, originario di Cison di Valmarino, è stato nominato dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede al vertice dell’ateneo romano con sede in via Merulana.

Classe 1963, già decano della Facoltà di Teologia e Vicerettore della stessa Pontificia Università Antonianum, il professor Buffon ha conseguito il dottorato in Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana, e in questa settiamana ha ricevuto il nuovo incarico dal cardinale José Tolentino de Mendonça.

Il legame con l’Alta Marca: “Ho riscoperto le mie origini contadine”

In questi anni di incarichi e docenza nella Capitale, padre Buffon è rimasto profondamente ancorato alle sue origini, che affondano proprio a Cison di Valmarino, il paese in cui è nato e dove ancora oggi vivono la mamma e il fratello con la sua famiglia. Nonostante gli impegni accademici e pastorali lo abbiano portato lontano, il legame con la sua terra non si è mai affievolito, rimanendo una presenza costante nel suo percorso umano e spirituale. E proprio qui tornerà anche nelle prossime settimane, in occasione della festività di Pasqua.

“Ho sempre portato con me le mie origini contadine, che inizialmente, soprattutto nel tempo della scuola, facevo fatica ad accettare – racconta –. Crescendo, però, ho imparato a riconoscerne il valore profondo”. Col passare degli anni, quelle radici sono diventate per lui una risorsa preziosa, capace di offrire un senso di equilibrio e di autenticità anche nei contesti più diversi.

“Oggi – prosegue – riesco a riscoprirle nel segno del legame con la terra, della concretezza e di un modo semplice ma solido di guardare alla vita”. Un patrimonio umano e culturale che richiama il genius loci dell’Alta Marca, fatto di sobrietà, laboriosità e forte senso di comunità.

Il commento alla nomina: “Per la cura della casa comune”

Alla nomina il nuovo rettore ha reagito con emozione nel cuore, e ha così commentato, come riportato sul sito dell’ateneo: “La più profonda e sentita gratitudine vorrei esprimere a tutti e a ciascuno per aver accolto il processo di discernimento che ha visto coinvolta la mia persona. A ognuno in particolare grazie per aver riconosciuto in me sia tratti favorevoli allo sviluppo dell’Antonianum sia limiti che potrebbero costituire ostacolo nel cammino per il progresso dell’istituzione. Mi pare importante però che tutti insieme rimaniamo solidali nel continuare tale discernimento, avendo cura di considerare ogni singolo aspetto della nostra comunità accademica e proposta scientifica”.

Riprendendo le parole di Agostino Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’illustre cisonese ha augurato che “anche le fragilità che ci caratterizzano, me per primo, potessero diventare occasione per una crescita individuale e comunitaria, fraterna, al fine di incrementare l’unione collaborativa, il servizio reciproco per una sempre maggior attenzione al “grido” della “casa comune”. In fondo ogni organizzazione e la fraternità, in particolare, trova realizzazione dalla percezione di un limite che richiede soccorso, cura intelligente e affettuosa”.

“Tutto sia cammino, ricerca del nuovo, creatività di fronte agli ostacoli, gioia di chi scorge la pienezza nell’Oltre e accetta sempre di muovere un nuovo passo – ha auspicato infine -. Il nostro incedere sarà canto, canto dei poveri, dei miti, dei pacifici e costruttori della casa comune”.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Pontificia Università Antonianum)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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