I droni a servizio dell’agricoltura. Sempre più viticoltori convinti dai trattamenti dall’alto: “Risparmiamo tempo e non si rischiano ribaltamenti di trattori”

La tecnologia al servizio della viticoltura: nell’Alta Marca Trevigiana iniziano ad essere utilizzati i droni per l’irrorazione dei vigneti.

Sono famose in tutto il mondo le rive eroiche e i terreni scoscesi del Conegliano – Valdobbiadene Docg e la difficolta della lavorazione dovuta alle ripide pendenze è sempre stata croce e delizia della viticoltura di queste zone.

Un aiuto importante può arrivare dal supporto dei droni, la nota azienda cinese Dji leader nel settore dei velivoli a controllo remoto, da anni infatti produce una linea dedicata all’agricoltura e che sta trovando un sempre maggior impiego in molti paesi stranieri.

Le conformità morfologica delle colline del prosecco ben si addice all’irroramento dall’alto perché a causa delle importanti pendenze non sempre è possibile utilizzare i trattori, riducendo drasticamente in questo modo i rischi legati ai ribaltamenti e agli incidenti durante il lavoro.

“Potrebbe essere una bella innovazione quella dei droni – spiegano alcuni viticoltori che hanno partecipato a un evento di presentazione nelle colline di Rolle – si potrebbe risparmiare molto tempo e lavorare più in sicurezza”.

Proprio il tempo risparmiato è uno dei vantaggi dell’utilizzo dei droni in campo vitivinicolo: a detta degli agricoltori presenti per fare i trattamenti alle viti in una zona come quella di Rolle si impiegano, utilizzando i tradizionali mezzi agricoli, circa 5 ore per coprire 2 ettari senza considerare gli imprevisti. Con il drone “Dji Agras” vengono invece coperti circa 4 ettari all’ora considerando anche il tempo utilizzato per cambiare le batterie e per ricaricare il serbatoio (che in alcuni modelli arrivano a 40 litri) contenente il trattamento.

Gli altri vantaggi dell’utilizzo dei droni in questo ambito sono riconducibili alle condizioni atmosferiche, se da un lato è vero che non possono essere utilizzati con il maltempo, come del resto anche i trattori, dall’altra è possibile effettuare i trattamenti anche con il terreno bagnato. A differenza dei mezzi agricoli su ruote con i droni è possibile irrorare i vigneti anche i giorni successivi alle perturbazioni piovose, su qualsiasi terreno anche i più pendenti, evitando anche i pericolosi ribaltamenti.

Nonostante le aziende venditrici di questi velivoli a controllo remoto assicurino la facilità d’uso e la completa sicurezza data dai numerosi sensori presenti, che evitano qualsiasi tipo di collisione con gli ostacoli alcuni viticoltori rimangono dubbiosi sull’utilizzo.

Anche la pianificazione degli interventi può essere fatta in anticipo e permette di lavorare uno stesso campo con gli stessi parametri anche a giorni di distanza.

Questa tecnologia pare essere matura anche visto il largo impiego in molti paesi esteri. Ora non resta che vedere come i viticoltori dell’Alta Marca Trevigiana accoglieranno questa novità.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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