Ieri a Cison il Patriarca di Gerusalemme dei Latini: “Il dialogo interreligioso è in una fase di stanchezza. Dobbiamo ricreare il senso di comunità”

“La Chiesa Madre tra passato, presente e futuro” è stato il titolo dell’incontro di ieri a CastelBrando con Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

Presente all’evento, organizzato dal Rotary Club Treviso Piave presieduto dal giornalista Nicola Scopelliti, anche monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare emerito del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Pizzaballa è una delle voci più ascoltate nella complicata realtà della Terra Santa, e nel 2020 Papa Francesco lo ha scelto per ricoprire un incarico di grande prestigio e responsabilità.

Tanti i temi affrontati a Cison di Valmarino: dal Medio Oriente al dialogo interreligioso, passando per la realtà dei cristiani presenti in Terra Santa.

“La pandemia non ha influito molto sul dialogo interreligioso – spiega Sua Beatitudine -, né in positivo né in negativo. Il dialogo interreligioso è in una fase di stanchezza, soprattutto a causa della politica, molto fragile e debole, e della continua commistione tra politica e religione, tipica del Medio Oriente. Rispetto alle vicende dell’Afghanistan, invece, in Terra Santa c’è una constatazione di una delusione che era comunque attesa. Nessuno si aspettava che i Paesi occidentali restassero in Afghanistan a lungo, come hanno fatto in Iraq e in altri Paesi”.

Pizzaballa ha parlato della presa d’atto del fallimento della politica occidentale in tutto il Medio Oriente: quello che è accaduto in Afghanistan, infatti, è un esempio emblematico del fallimento della politica degli ultimi 20 anni.

“Gerusalemme da un lato è sempre la stessa – prosegue -, una città molto religiosa dove l’ebraismo, l’islam e il cristianesimo delle diverse comunità si mischiano, si incontrano e si scontrano continuamente. Dall’altro lato però è una città non dico morta ma ferma, perché i confini sono chiusi e la città è totalmente senza pellegrini. Le manca quindi un polmone: si può respirare ma non si respira bene”.

Rispetto alle fragilità acuite dalla pandemia, invece, il Patriarca di Gerusalemme dei Latini ha sottolineato che l’emergenza sanitaria, il lockdown, le chiusure e le difficoltà a relazionarsi hanno esasperato delle problematiche che erano già presenti prima: la solitudine e la mancanza di prospettive personali.

“Quello di cui abbiamo bisogno ora è ricreare il senso della comunità – conclude – Anche noi religiosi dobbiamo dare la nostra parte nel creare contatto: non attendere che la gente venga ma andare noi e creare occasioni di incontro e soprattutto, cosa molto importante, di ascolto”.

Monsignor Marcuzzo si è soffermato sulla situazione della Striscia di Gaza, definita critica anche se nell’ultimo periodo non ci sono stati gravi episodi di violenza.

“Noi andiamo quasi regolarmente in quei luoghi, dove abbiamo una parrocchia e una comunità cristiana – racconta – I cristiani sono pochi, appena 800, e i cattolici sono al massimo 200. Abbiamo le Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa che fanno un’opera meravigliosa. Questa associazione del Rotary (Rotary Club Treviso Piave) vuole aiutare proprio questa comunità per un sostegno ai bambini piccoli e poveri con problemi, ma anche alle donne e agli uomini anziani”.

“Abbiamo anche le Suore del Rosario di Gerusalemme che hanno una scuola bellissima dove sono quasi tutti musulmani – conclude – L’opera è meravigliosa perché semina nella Striscia di Gaza la cultura dell’accoglienza dell’altro: “io accetto te e tu accetti me”. Questa accoglienza è molto preziosa per noi per stare là. I protestanti e gli anglicani hanno un ospedale e c’è molto altro ancora. Andiamo in quella terra soprattutto per incoraggiare la speranza: è questione di speranza e noi crediamo che la pace sia possibile, anche se non vediamo come. Forse sarà lontano ma verrà un giorno in cui la pace sarà possibile per tutti”.

Nella mattinata odierna, il patriarca Pizzaballa ha visitato l’Abbazia di Follina, dove è stato accolto dai Servi di Maria e dal sindaco Mario Collet.

(Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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