Tovena, rapina lungo la Sp 35 ai danni di un operaio della Provincia: i Carabinieri arrestano due pregiudicati albanesi

Ci hanno messo poco più di un mese i Carabinieri della compagnia di Vittorio Veneto per individuare e porre in arresto le due persone ritenute responsabili di una rapina aggravata, compiuta il 26 luglio scorso a Tovena di Cison di Valmarino ai danni di un dipendente della Provincia di Treviso, che stava effettuando lavori di manutenzione della segnaletica stradale.

Si tratta di due pregiudicati di nazionalità albanese, Selim Leba di 31 anni e Nikolin Koci, 40 anni. Il primo è senza fissa dimora (è ospitato da alcuni familiari in provincia di Pordenone), mentre Koci risulta essere residente ad Orsago. Quello che doveva essere un furto con destrezza, prelevando dall’automezzo della “vittima” un marsupio, si è tramutato in rapina aggravata in concorso, con scene da film poliziesco lungo la Strada provinciale 35.

Infatti il derubato, pur rischiando di essere travolto, nel disperato tentativo di recuperare il marsupio e di bloccare i ladri, si è gettato sul cofano dell’Alfa Romeo 147 di colore blu, con cui i due “compari” sono fuggiti in direzione del Passo San Boldo, liberandosi però del maltolto, lanciato dal finestrino.

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia vittoriese hanno ricostruito  il film della rapina grazie anche alle immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza del distributore di carburante che si trova lungo la Sp 35, prima dell’incrocio che conduce al passo.

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I due albanesi si erano fermati nell’area di servizio prima di prendere di mira l’operaio provinciale, che ha presentato la denuncia all’Arma raccontando l’accaduto.

L’uomo era intento a sistemare un segnale divelto, nel pomeriggio del 26 luglio, quando si è accorto che uno sconosciuto lo stava derubando, prelevando dal suo furgone Fiat Ducato, parcheggiato a bordo strada, il marsupio in cui erano custoditi effetti personali e denaro contante. Il ladro è salito a bordo della 147, in cui lo attendeva il complice al volante.

L’operaio non si è perso d’animo. Si è parato di fronte alla vettura, intimando ai malviventi di restituirgli quanto rubato. Per tutta risposta, quello che era alla guida ha accelerato, costringendo l’operaio a scartare di lato: così facendo, è stato colpito alle gambe dal muso dell’Alfa. Per non finire a terra, il malcapitato si è aggrappato al cofano.

Nel frattempo, sono sopraggiunte lungo la provinciale altre due auto, dalle diverse direzioni di marcia. Per non restare “incastrato”, il conducente dell’Alfa Romeo ha innestato bruscamente la retromarcia. L’operaio ha dovuto mollare la presa ed è caduto a terra, fortunatamente senza conseguenze, mentre il secondo ladro, vista la mal parata, gettava dal finestrino il marsupio prima di darsi alla fuga.

Le indagini dei Carabinieri non ci hanno messo molto a portare all’identificazione dei due personaggi, visto che gli inquirenti avevano a disposizione il numero di targa della 147 blu, intestata ad un connazionale dei malviventi, che l’avevano in uso da tempo per scorrazzare tra le province di Treviso e Pordenone, visto che l’Alfa Romeo blu si era fatta notare sui luoghi di altri furti.

Infatti, i militari di Vittorio Veneto hanno accertato che Leba e Koci il pomeriggio del 9 luglio  avevano tentato di derubare una famiglia di Caneva (Pordenone). Però il padrone di casa li aveva scoperti, mentre rovistavano nei cassetti della camera, e li ha fatti scappare, annotando comunque la targa della vettura. Altri due colpi, in cui gli albanesi hanno rimediato poco più di 300 euro in contanti e monili d’oro, sono stati effettuati a Gaiarine l’11 luglio, prendendo di mira un’abitazione e l’azienda agricola San Mauro.

Sulla base di tutti questi elementi, gli indagati sono stati rintracciati in provincia di Pordenone dai Carabinieri vittoriesi con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Sacile.

Le manette sono scattate in esecuzione dell’ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Treviso. Leba e Koci non hanno opposto resistenza. Sono stati portati nella casa circondariale trevigiana, a disposizione del magistrato inquirente.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata – Carabinieri Treviso).
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