Il caldo afoso di questi giorni ha ancor di più alzato i riflettori sulle modalità di prevenzione da adottare, considerato poi il caso della 70enne che da ieri versa in gravi condizioni (le sue condizioni sono stabili ed è ancora ricoverata in rianimazione).
“Ieri c’è stato un evento di una persona grave: dobbiamo stare attenti a non far uscire i nostri anziani, anche se potenzialmente i giardini sembrano freschi – le parole pronunciate questa mattina dal direttore generale dell’Ulss2 Giancarlo Bizzarri -. Quello di ieri è l’esempio di un mancato rispetto di tutte le precauzioni che stiamo raccontando in questi giorni”.
“L’allerta continuerà e il caldo sarà sempre di più, quindi le avvertenze che stiamo comunicando diventano sempre più importanti”, ha concluso.
Di oggi martedì è la notizia di un 78enne residente nel Coneglianese ricoverato in osservazione al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria dei Battuti per un colpo di calore: l’anziano si è sentito male mentre, incurante delle elevate temperature, stava tagliando l’erba nel prato di casa. Soccorso, è giunto in ospedale con una temperatura corporea di 41 gradi.
Una domanda sorge spontanea: come si può riconoscere un colpo di calore? E, soprattutto, cosa sono le cose da fare e da non fare nel caso in cui una persona sia effettivamente colta da un colpo di caldo?
A rispondere a queste domande è il dottor Andrea Rossi, direttore della Geriatria dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’azienda sanitaria Ulss2.
“Un caso di disidratazione e di colpo di calore si riconosce da determinati sintomi, come quelli neurologici (confusione, convulsioni, disorientamento, agitazione, svenimento, comportamenti strani), temperatura corporea al di sopra dei 40 gradi, respiro rapido, pressione bassa, vomito, diarrea, debolezza marcata, pelle (non solo della fronte) secca e molto calda al tatto” ha spiegato.
“In questi casi, la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi al 118. Una volta fatto questo, è necessario spostare la persona in una zona all’ombra, in un luogo fresco e, specialmente nel caso degli anziani, togliere gli abiti in eccesso – ha spiegato -. Successivamente, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, bisogna cercare di raffreddare il corpo: se il malore avviene in casa, si può cercare di mettere la persona sotto la doccia, con l’acqua fredda e non gelata. Altrimenti cercare di fare degli impacchi freddi, con lenzuola bagnate, sempre con l’acqua fredda o del ghiaccio. A seconda del luogo in cui ci si trova, si deve quindi di cercare di raffreddare il più possibile il corpo della persona che ha il malore”.
“In questi casi non bisogna assolutamente forzare a bere la persona colta da malore (c’è il rischio di provocare una polmonite) e neppure dare Tachipirina/paracetamolo – ha concluso -. Quindi, in caso di malore da disidratazione e colpo di calore, bisogna sempre ricordarsi di chiamare in primis i soccorsi e, una volta allertati, di lavorare per raffreddare il corpo della persona”.
(Autore: Arianna Ceschin)
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