In questi giorni ha fatto molto parlare il caso della dottoressa aggredita al pronto soccorso dell’ospedale civile “Santa Maria dei Battuti” di Conegliano.
Ma non è l’unico caso di aggressione che coinvolge professionisti che hanno a che fare con il pubblico.
Lunedì un altro fatto simile si è verificato negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Conegliano, in piazzale Beccaria, e non sarebbe neppure la prima volta che accade.
Secondo una testimonianza ricevuta, “la professione sociale, così come quella sanitaria, è rivolta principalmente a cittadini bisognosi che stanno vivendo unacondizione di difficoltà, talvolta anche connessa all’utilizzo di sostanze o a stati psichici alterati”.
Alla luce di ciò, lunedì una signora di nazionalità nigeriana, residente in un Comune limitrofo, si sarebbe scagliata contro un’assistente sociale, come confermato anche dal comandante della Polizia locale Claudio Mallamace.
La donna si era rivolta ai Servizi sociali di Conegliano in quanto Comune capofila dell’Ambito territoriale (a cui bisogna rivolgersi quindi per determinati servizi). “Probabilmente non è rimasta soddisfatta del riscontro ricevuto dall’assistente sociale e quindi l’ha aggredita – ha spiegato Mallamace -. Quel giorno è intervenuta anche una nostra pattuglia sul posto. Al momento non è ancora stata presentata una denuncia”.
“Non è la prima volta che interveniamo per fatti simili ai Servizi sociali”, ha aggiunto.
Secondo una testimonianza ricevuta sul fatto, la cittadina nigeriana avrebbe colpito l’assistente sociale con un pugno sulla spalla, facendola sbattere contro lo stipite della porta d’ingresso.
Successivamente, avrebbe cercato di aggredire un altro operatore, afferrandolo per un braccio. Quest’ultimo avrebbe reagito, alzando la voce: una reazione che avrebbe spaventato la donna, la quale si sarebbe quindi allontanata.
L’assistente sociale si sarebbe quindi rivolta al pronto soccorso per sottoporsi a tutte le cure del caso.
Pare che la stessa cittadina nigeriana si fosse già rivolta ai Servizi sociali la settimana scorsa, in un evidente stato di alterazione psichica, “manifestando comportamenti intimidatori verso un paio di operatori”.
“Era stato richiesto anche l’intervento del 118, che è sopraggiunto in loco, ma non ha potuto accompagnare la donna in ospedale, in quanto la stessa ha rifiutato le cure – sono le parole della testimonianza ricevuta -. Episodi come questi sono piuttosto frequenti: si lavora costantemente con la massima attenzione, per riuscire a evitare questo tipo di situazioni che possono mettere a repentaglio la sicurezza e l’incolumità degli operatori sociali”.
“Purtroppo, al momento, si presenta una situazione di carenza di personale, oltre che di turnover per le ferie estive e non vi è alcun presidio di sicurezza dedicato all’ingresso” si conclude la testimonianza.
(Autore: Arianna Ceschin)
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