Le cadute rappresentano una delle principali cause di perdita dell’autonomia nella popolazione anziana e possono avere conseguenze molto gravi. Eppure, nella maggior parte dei casi, il rischio può essere ridotto attraverso una corretta prevenzione, che parte da uno stile di vita attivo, da un’attenta osservazione dei primi segnali di difficoltà e da un ambiente domestico sicuro. È il messaggio condiviso dagli specialisti dell’Ulss 2, che invitano anziani e familiari a intervenire prima che si verifichi un trauma.
“La caduta nell’anziano riconosce quasi sempre una genesi multifattoriale”, spiega la dottoressa Stefania Volpato, direttore della Geriatria di Conegliano. Con l’avanzare dell’età si verificano infatti cambiamenti fisiologici, come la riduzione della massa muscolare, della forza, dell’equilibrio, della vista e dei riflessi, ai quali possono sommarsi patologie neurologiche, diabete, artrosi, stati di disidratazione e l’assunzione contemporanea di più farmaci. Anche la paura di cadere diventa un fattore di rischio: chi teme una nuova caduta tende infatti a muoversi sempre meno, perdendo progressivamente forza e autonomia.
Accanto ai fattori legati alla salute, un ruolo importante è svolto anche dall’ambiente in cui vive la persona anziana. Pavimenti scivolosi, tappeti, illuminazione insufficiente, scale poco sicure, sedute troppo basse e calzature non adeguate possono trasformarsi in pericoli quotidiani. Per questo motivo gli specialisti invitano i familiari a osservare eventuali cambiamenti nel modo di camminare, nella capacità di alzarsi da una sedia, nella tendenza a trascinare i piedi o nell’isolamento sociale, intervenendo tempestivamente sia sulle condizioni cliniche sia sulla sicurezza della casa.
Quando la prevenzione non basta e si verifica una caduta, le conseguenze possono essere particolarmente pesanti. Il dottor Claudio Melchior, direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia di Conegliano, sottolinea come la frattura del femore rappresenti uno degli eventi più delicati nella persona anziana. Oltre a richiedere un intervento chirurgico, comporta una perdita improvvisa dell’autonomia e un lungo percorso di recupero.
“Non dovremmo mai arrivare alla frattura del femore, perché quando accade è già troppo tardi: bisogna agire prima, attraverso tutti i meccanismi della prevenzione” evidenzia lo specialista.
Secondo Melchior, uno dei migliori strumenti di prevenzione è l’attività fisica quotidiana. Camminare ogni giorno, anche per un’ora, aiuta a mantenere allenati equilibrio e riflessi, riducendo il rischio di caduta e limitando le conseguenze qualora si verifichi. Muoversi regolarmente significa infatti preservare autonomia e qualità della vita nel tempo.
Il percorso, però, non termina con l’intervento chirurgico. Il dottor Mattia Nisi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Recupero e Riabilitazione Funzionale degli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto, ricorda come dopo una frattura il paziente debba affrontare non solo il recupero fisico, ma anche quello psicologico. La paura di cadere nuovamente porta spesso a ridurre i movimenti, favorendo una perdita di massa muscolare e di equilibrio che aumenta ulteriormente il rischio di nuove cadute. Per questo motivo la riabilitazione deve iniziare il prima possibile e proseguire anche dopo il rientro a casa, attraverso percorsi di attività fisica adattata, il corretto utilizzo degli ausili e il coinvolgimento attivo del paziente e della sua famiglia.
Gli specialisti concordano su un concetto fondamentale: la prevenzione continua anche dopo il recupero. Mantenersi attivi, seguire uno stile di vita sano, praticare regolarmente attività fisica, alimentarsi correttamente e mantenere un’adeguata idratazione non solo riducono il rischio di cadute, ma favoriscono anche una riabilitazione più efficace in caso di trauma.
Come sottolinea il dottor Nisi, l’esercizio fisico deve diventare una vera e propria prescrizione, da seguire con la stessa costanza di una terapia farmacologica. È proprio lo stile di vita a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per conservare autonomia, migliorare il recupero e garantire una migliore qualità della vita anche con l’avanzare dell’età.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








