Conegliano, prime reazioni dopo la caduta della giunta Chies. Silvia Marcon: “Mi dispiace per la città”

Come un fulmine a ciel sereno nella serata di ieri, venerdì 6 novembre, a Conegliano è arrivata la notizia delle dimissioni dei 13 consiglieri che di fatto, negli ultimi tempi, costituivano una sorta di maggioranza, diversa da quella eletta alle ultime amministrative.

Dimissioni dovute al clima di disagio in consiglio comunale e a una mancata reazione da parte del sindaco Fabio Chies di fronte alla situazione attuale, secondo quanto dichiarato a caldo da Alessandro Bortoluzzi, capogruppo del Partito democratico (leggi l’articolo).

Dimissioni che ora daranno l’avvio a un periodo di commissariamento, in vista delle prossime elezioni.

Mi dispiace per la città di Conegliano: non si meritava questo in piena emergenza Covid. Se volevano farci cadere, potevano almeno attendere che la situazione di emergenza migliorasse. A chi si rivolgeranno ora i coneglianesi?“: sono le parole espresse da Silvia Marcon, che sedeva in aula consiliare come consigliere della Lega.

“Già il fatto che Giovanni Bernardelli sia stato denigrato in questo modo è dispiaciuto, in quanto è una persona corretta, precisa e che conosce il regolamento come le sue tasche, chiedendo sempre conferme prima di procedere con qualsiasi cosa”, ha proseguito Marcon.

Ma Silvia Marcon ha inoltre dato la propria visione dei fatti, specie in relazione agli ex consiglieri eletti in maggioranza, ora tra i dimissionari assieme a quella che era l’opposizione: “Il problema è che non sono stati raggiunti quelli che erano degli obiettivi personali, questo è il vero problema, e Francesco Polo e Stefano Dugone per quasi due anni non si sono presentati alle riunioni di maggioranza, pur essendo sempre invitati. Si doveva invece pensare al bene della città, per la quale c’erano tanti bei progetti: non finiremo più nulla”.

“Durante il lockdown è stato fatto un grande lavoro e Fabio Chies, che tra l’altro si è ammalato di Covid-19, ha comunque continuato a lavorare. – ha proseguito Silvia Marcon – Ora, in questo periodo, la città verrà lasciata da sola. Ma invece di lavorare, i consiglieri di opposizione sono sempre stati veloci a chiamare i giornali quando c’era un problema, anziché contattare gli uffici comunali. Tutto solo per avere visibilità e farsi pubblicità”.

Sull’ultimo consiglio comunale che, di fatto, ha chiuso l’era di Fabio Chies, Silvia Marcon ha voluto spendere alcune parole: “Quella sera ho rinunciato al mio gettone di presenza, perché mi sono vergognata di stare in un consiglio comunale che era il doppione di quello precedente, con i medesimi punti e tutto solo per litigare”.

“I 13 consiglieri sono andati dal notaio di nascosto, come dei ladri, quando bastava fare una mozione di sfiducia durante l’ultimo consiglio comunale. – ha rincarato Silvia Marcon – Ora, per i coneglianesi, si aprirà un periodo difficile, un futuro incerto e la colpa è da imputare a questi signori già noti”.

“Di passi in avanti la città di Conegliano ne ha fatti, ma non certo grazie a chi ci ha buttato giù”, ha concluso Silvia Marcon.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
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