Aggredita una dottoressa di 45 anni nel tardo pomeriggio di oggi venerdì al Pronto Soccorso dell’ospedale civile “Santa Maria dei Battuti” di Conegliano, da un utente 20enne di Vittorio Veneto, già noto per le sue vicende giudiziarie, che si trovava in evidente stato di alterazione.
A rendere noto quanto accaduto è stata l’azienda sanitaria Ulss 2, che ha espresso “la più ferma condanna e profonda indignazione” per quanto avvenuto.
“Alla professionista, a cui sono stati diagnosticati 10 giorni di prognosi a seguito delle lesioni riportate, vanno la totale vicinanza, la solidarietà e il supporto dell’intera direzione e di tutti i colleghi – ha aggiunto l’azienda sanitaria -. L’episodio, scaturito dall’azione violenta di un utente in evidente stato di alterazione, ripropone con drammatica urgenza il tema della sicurezza degli operatori sanitari, un ambito in cui l’azienda sta investendo ogni risorsa possibile”.
L’azienda sanitaria ha quindi fatto sapere che, “a tutela del personale”, ha già avviato e sta continuando a implementare un piano di sicurezza concreto, che prevede la dotazione di sistemi di alert immediato per gli operatori del pronto soccorso e dei reparti a più alto rischio, così da consentire “una segnalazione istantanea e un intervento tempestivo in caso di pericolo”.
“Non possiamo tollerare che chi dedica la propria vita e le proprie competenze alla cura degli altri diventi bersaglio di violenze – ha dichiarato il direttore generale Giancarlo Bizzarri -. L’azienda si è già attivata per il massimo supporto alla dottoressa oggetto della violenza. Ringraziamo i Carabinieri per il tempestivo intervento. Stiamo facendo e continueremo a fare tutto il possibile sul fronte della prevenzione e tecnologico, per proteggere chi lavora nella nostra azienda”.
“Ai cittadini rivolgo un appello accorato ma fermo – ha concluso Bizzarri -. I medici, gli infermieri e tutti i professionisti sanitari sono lì per voi, a vostra completa disposizione per tutelare la vostra salute. Chiediamo a tutta l’utenza di tenere sempre a mente questo valore fondamentale: non si aggredisce chi vi cura“.
Nei confronti dell’aggressore è stato disposto il ricovero in Psichiatria all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ed è inoltre stato denunciato per l’ipotesi di reato di lesioni ai danni di personale sanitario.
(Autore: Arianna Ceschin)
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