Dottoressa aggredita, le reazioni della politica. FdI: “Chiediamo un presidio di vigilanza”

L’ospedale di Conegliano

Sul caso della dottoressa aggredita in pronto soccorso a Coneglianodopo le parole del direttore generale dell’Ulss2 Giancarlo Bizzarri, non sono mancate quelle dal mondo della politica, a partire dal commento del sindaco della città Fabio Chies.

“Dispiace che accadano queste cose ed esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti della dottoressa aggredita – ha affermato – Ci auguriamo che l’aggressore venga punito, in quanto non ci sono attenuanti per fatti del genere”.

Fatti che non vanno sottovalutati“, ha concluso.

Parole sono giunte anche da Mirella Balliana, sindaco di Vittorio Veneto, Comune dove risiede l’aggressore.

“Mi dispiace per quanto avvenuto e va la massima solidarietà alla dottoressa aggredita – ha affermato Balliana – Situazioni che coinvolgono persone con patologie non sono prevedibili, motivo per cui nei pronto soccorsi dovrebbero essere introdotte delle figure mediche che riescano a far fronte a tali situazioni”.

“Credo che fatti del genere debbano farci riflettere sulla necessità di potenziare l’ambito della salute mentale e le sue figure professionali”, ha aggiunto.

Nel frattempo, un commento è giunto anche da Ezio Da Re, presidente del Circolo di Fratelli d’Italia a Conegliano.

“Si tratta di un episodio gravissimo e inaccettabile – ha dichiarato Da Re, all’interno di una nota – Medici, infermieri e operatori sanitari dedicano ogni giorno il proprio lavoro alla tutela della salute dei cittadini e non possono essere lasciati soli o trasformarsi in bersagli della violenza. A loro va la vicinanza di tutta la comunità”.

Secondo Da Re, a questo punto, sarebbe necessario adottare delle misure specifiche.

“È necessario adottare misure concrete per garantire la sicurezza di chi opera nelle strutture sanitarie. Per questo chiediamo che venga istituito un presidio di vigilanza stabile all’interno dell’ospedale di Conegliano, con personale dedicato e presente nelle aree più esposte, a partire dal pronto soccorso – il suo commento – La sicurezza degli operatori sanitari è una condizione imprescindibile per assicurare un servizio efficiente e tutelare anche i pazienti”.

“Auspichiamo che tutte le istituzioni competenti si attivino con la massima tempestività, affinché episodi come quello accaduto non abbiano più a ripetersi   – ha concluso Da Re – Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini”.

(Autore: Arianna Ceschin)
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