Teatro Accademia di Conegliano gremito, ieri sera, per assistere all’evento “Dialoghi capovolti: tra terra e cielo”, un’iniziativa inserita all’interno del festival “Essere (in) Natura”.
Si tratta di un festival diffuso promosso da Savno nei dieci Comuni soci, insieme al Consiglio di Bacino Sinistra Piave. L’iniziativa, che proseguirà fino al prossimo 11 ottobre, toccherà l’intero bacino di Savno, passando per i Comuni di Vittorio Veneto, Conegliano, Valdobbiadene, Pieve di Soligo, Cison di Valmarino, Revine Lago, Tarzo, San Fior, Oderzo, Fregona.
Protagonisti sul palco sono stati Alessandro De Angelis (fisico e astrofisico), Matteo Saudino (filosofo e divulgatore, noto come BarbaSophia), Igor Sibaldi (scrittore e filologo), Anna Torretta (alpinista e guida alpina), Erica Boschiero (cantautrice, finalista del Premio Tenco 2026).
“Ringrazio tutti i sindaci dei Comuni coinvolti nell’iniziativa – è stato il saluto iniziale del sindaco di Conegliano Fabio Chies – Vorrei che la gente guardasse con uno sguardo diverso le partecipate in Italia”.


“Noi siamo leader nella raccolta differenziata ed ecco, quindi, che nel momento in cui ci sono abbandoni di rifiuti, tutto ciò è un brutto biglietto da visita”, ha proseguito.
Diego Zanchetta, sindaco di Gaiarine in rappresentanza della Provincia, ha ringraziato tutti gli addetti di Savno quotidianamente al lavoro.
Allo stesso tempo ha riferito che la Provincia ha messo in campo una serie di investimenti, tra cui quelli a favore dell’ambiente, citando il contributo per un bando per la pulizia delle caldaie e per il fotovoltaico, in aggiunta ai contributi nazionali già esistenti.
Roberto Campagna, sindaco di Cordignano e presidente del Consiglio di Bacino, ha osservato che “il festival ha radici in un grande impegno culturale”. “Dobbiamo proteggere l’ambiente per consegnare, un domani, un mondo migliore ai più giovani”, ha aggiunto.
Presente alla serata anche il sindaco di Revine Lago Massimo Magagnin.
Ha quindi avuto inizio il dialogo, condotto da Elisa Golfetto e Giorgia Favero, toccando temi come cielo, terra, traiettorie e confini, visti sotto diversi punti di vista.
Igor Sibaldi ha osservato quanto ci troviamo in un periodo di “diluvio”: “Tanti nostri conoscenti sono rimasti indietro e sott’acqua – ha affermato – Noi abbiamo il compito di creare e di distinguere tra terra e cielo, quando il cielo è un oceano di possibilità”.
“Bisogna ricordare le parole gioia, felicità, successo e imparare ad accettare le paure“, ha concluso.
E a proposito di cielo, Alessandro De Angelis ha osservato che “guardare il cielo dà la sensazione di essere parte di un universo più grande”.


“La nostra visione dell’universo è parziale (l’universo è molto più grande di ciò che pensiamo, il 90% dell’universo stesso è nascosto – ha continuato, mostrando delle foto riguardanti l’evoluzione di alcuni ecosistemi nel tempo, come il ritiro del ghiacciaio della Marmolada – Gran parte dei fisici dovrebbe concentrarsi su questo problema”.
Anna Torretta ha approfondito invece la questione delle traiettorie, vista dal proprio punto di vista di alpinista: “Se ti sei prefissato un punto fisso, cerchi di arrivare in cima. Ci sono tanti tipi di traiettorie e la mia è stata quella di arrivare in alto. La realizzazione interiore arriva nella ricerca delle mie traiettorie – ha affermato – L’idea è quella di promuovere l’alpinismo femminile: attualmente solo 30 donne sono guide alpine su un totale di 1.200 in Italia, soltanto il 2%”.
“Posso dire che è preoccupante l’accelerazione del cambiamenti climatico: stiamo andando verso il peggio e non so quale potrebbe essere un cambio di rotta”, ha concluso.
Matteo Saudino ha osservato che “l’esistenza umana è una traiettoria”: “L’esistenza è un cielo di possibilità e le scelte possono portarci anche a un sentimento di paura – ha spiegato – La difficoltà della scelta può provocare angoscia e dolore: scegliere oggi è più difficile, perché ci sono molte variabili”.
“Le possibilità non sono per tutte uguali: bisogna uscire da questa paralisi e imparare a scegliere – ha aggiunto – Dobbiamo trasformarci in traiettorie di noi stessi e ricordare che l’uomo è natura: noi siamo natura e facciamo parte del tutto“.
Erica Boschiero ha invece spiegato quando fare musica significhi “sfiorare l’infinito”: “Chi fa arte e musica riesce a trasmettere qualcosa di più grande di noi”, ha riferito, coinvolgendo il pubblico in una performance musicale, con la natura al centro della sua musica.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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