A rischio chiusura il Nido che Zaia frequentò: i genitori scrivono al presidente

Il Nido integrato “Don Dionisio Ragazzon” di Bibano, frazione del Comune di Godega di Sant’Urbano, rischia di chiudere e i genitori hanno pensato di chiedere aiuto al presidente del Consiglio regionale Luca Zaia.

I genitori hanno evidenziato che si tratta di una “questione delicata che sta a cuore a molte famiglie, non solo del Comune di Godega di Sant’Urbano e limitrofi, ma anche per la comunità attorno ad essa”.

Motivo per cui i genitori hanno lanciato un appello a Zaia, “per salvare una realtà educativa che, da oltre 20 anni, rappresenta un punto di riferimento per l’infanzia, le famiglie e l’intera comunità” ed è un luogo dove i bambini “vengono accolti, ascoltati e accompagnati a crescere con professionalità, competenza e umanità”.

“Oggi, però, quella serenità è diventata preoccupazione. Il Nido di Bibano rischia di chiudere e noi sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce“, hanno scritto i genitori nella loro lettera a Zaia, indirizzata a lui in quanto “da bambino ha frequentato questa scuola” e nel 2003 ha inaugurato il Nido integrato, “riconoscendone il valore per il territorio e per le famiglie”.

“Oggi, come allora, nel Comune di Godega di Sant’Urbano i bambini non mancano. Sono tante le giovani famiglie che vivono nel nostro territorio e che continuano ad avere bisogno di servizi educativi di qualità. Il Nido di Bibano è una risposta concreta a questo bisogno ed è conosciuto e apprezzato ben oltre i confini comunali – hanno scritto ancora i genitori -. Per noi non è soltanto un servizio. È il luogo in cui i nostri figli hanno pronunciato le prime parole, imparato a stare con gli altri, mosso i primi passi verso l’autonomia e costruito le loro prime amicizie. È un luogo dove ogni bambino viene conosciuto per nome, rispettato nei propri tempi di crescita e accompagnato con attenzione e cura”.

“Non chiediamo un Nido qualunque. Chiediamo di poter continuare a scegliere il Nido di Bibano, quello che abbiamo conosciuto, in cui abbiamo riposto la nostra fiducia e che ogni giorno accoglie i nostri figli con un progetto educativo costruito in oltre vent’anni di esperienza – hanno proseguito -. Perché un servizio educativo non è fatto soltanto di mura. È fatto di persone, relazioni, competenze, continuità e fiducia. Ed è questo patrimonio che chiediamo di non disperdere”.

I genitori hanno quindi fatto riferimento al valore del nome che la struttura porta.

“Il Nido porta il nome di don Dionisio Ragazzon, una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia di Bibano e nella vita della comunità. Il suo nome richiama le radici di questo paese e un’idea di comunità capace di prendersi cura delle famiglie e dei bambini. Lo scorso anno, alla presentazione del volume dedicato alla sua vita, alla quale era presente anche il presidente Zaia, è stato ricordato il valore della sua eredità umana. Crediamo che dare continuità al Nido che porta il suo nome sia il modo più autentico per custodire quella memoria e trasformarla, ogni giorno, in un’opportunità concreta per le nuove generazioni – hanno continuato – Sappiamo che le difficoltà possono esistere, ma sappiamo anche che le soluzioni si possono trovare quando c’è la volontà di cercarle insieme”.

I genitori hanno quindi ribadito il valore del loro appello, che “si affianca alle iniziative già promosse a sostegno della vicina scuola dell’infanzia di Pianzano. Sono due realtà educative diverse, ma unite dalla stessa missione: offrire ai bambini e alle famiglie del nostro territorio luoghi di crescita, relazioni e futuro. Difendere il Nido di Bibano significa rafforzare questo impegno comune e continuare a credere nell’educazione come valore per tutta la comunità – hanno fatto presente -. Non chiediamo privilegi. Chiediamo che si faccia tutto il possibile perché il Nido di Bibano possa continuare a vivere. Le soluzioni per salvarlo esistono. Serve la volontà di metterle in pratica”.

“Presidente Zaia, confidiamo nella sua sensibilità e nel legame che la unisce a questa realtà. Ci aiuti a scrivere un nuovo capitolo della sua storia – hanno concluso -. Perdere il Nido di Bibano significherebbe perdere una parte del futuro della nostra comunità. Salvarlo significherebbe scegliere, ancora una volta, di investire nei bambini, nelle famiglie e nel domani del nostro territorio”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: per gentile concessione di un lettore)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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