Ogni giorno migliaia di automobilisti attraversano la Pontebbana tra Treviso, Ponte della Priula e Conegliano senza pensarci troppo. Eppure quella stessa strada, molto prima di diventare una delle arterie più trafficate del Nordest, era già una porta verso l’Europa.
Da quasi due secoli collega Venezia alle Alpi e all’Europa centrale, attraversando territori che hanno visto passare merci, viaggiatori, commerci e idee dirette oltre confine.
La Strada Statale 13 non è soltanto una via di comunicazione. È uno dei fili che hanno contribuito a plasmare l’identità economica e culturale del Nordest. La sua storia si intreccia con quella della Marca Trevigiana, del Friuli e dei rapporti tra la penisola italiana e l’Europa centrale.
Le sue origini risalgono ai primi anni dell’Ottocento. Il progetto maturò tra l’età napoleonica e la successiva amministrazione austriaca, che ne promosse la realizzazione nell’ambito del potenziamento dei collegamenti tra il Lombardo-Veneto e l’Impero.
Quella strada precedette di oltre un secolo l’istituzione ufficiale della Strada Statale 13 Pontebbana, avvenuta nel 1928. Il nome deriva da Pontebba, località dell’attuale provincia di Udine che fino alla fine della Prima guerra mondiale rappresentava il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico.
La Pontebbana parte da Mestre e attraversa Treviso, Conegliano, Sacile, Pordenone, Udine, Gemona, Pontebba e Tarvisio, prima di raggiungere il confine austriaco a Coccau. Per decenni fu il principale collegamento tra l’Italia, l’Austria e i Paesi dell’Europa centro-orientale, assumendo un ruolo strategico ben prima della costruzione dell’autostrada A23.


Nel tratto trevigiano la Pontebbana assume però un significato particolare. Attraversa Villorba, Spresiano, Ponte della Priula e Conegliano, accompagnando il passaggio dalla pianura alle prime colline dell’Alta Marca. Attorno a questa direttrice sono cresciuti paesi, laboratori artigiani, attività commerciali e imprese esportatrici che hanno contribuito allo sviluppo economico del territorio.
Per decenni la Pontebbana è stata una via privilegiata verso i mercati del Centro Europa. Molte delle realtà che hanno reso celebre il modello produttivo del Nordest sono nate o si sono sviluppate a poca distanza dal suo tracciato, in un territorio che ha costruito la propria fortuna sull’apertura verso l’esterno.
Prima dell’autostrada, prima dei capannoni e del traffico moderno, lungo questa strada transitavano carri, carrozze, commercianti e viaggiatori. Ed è proprio la fotografia storica che accompagna questo articolo a ricordarci quella stagione: una carrozza trainata da cavalli lungo la Pontebbana, immagine semplice ma capace di raccontare meglio di tante parole il ruolo che questa strada ebbe per generazioni.
A Pontebba, quel ruolo di collegamento diventava addirittura visibile. Fino al 1918 il torrente Pontebbana divideva due Stati e due comunità: Pontebba, italiana, e Pontafel, austriaca. Bastava attraversare un ponte per passare dal Regno d’Italia all’Impero austro-ungarico. Doganieri, commercianti e viaggiatori facevano quotidianamente i conti con una frontiera che oggi può sembrare lontana, ma che per decenni fu uno dei principali punti di contatto tra mondi diversi.
La vocazione al passaggio di questi luoghi è però molto più antica. L’area di Pontebba si trovava lungo le antiche vie di collegamento che conducevano verso il Norico e il mondo danubiano, inserendosi in uno dei corridoi naturali che mettevano in comunicazione la penisola italiana con le regioni oltre le Alpi.
Nel 1928 il provvedimento che istituì ufficialmente la Strada Statale 13 descriveva un percorso che univa Venezia, Treviso, Conegliano, il Friuli, Pontebba, Tarvisio e il confine austriaco. Un asse capace di collegare mare, pianura e montagne in un unico corridoio europeo.
Oggi, nel cuore della Marca Trevigiana, la Pontebbana incontra uno dei paesaggi più celebri d’Italia: le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2019.
Tra Ponte della Priula, Susegana e Conegliano il tracciato della statale corre ai piedi delle colline, creando un dialogo continuo tra attività produttive e paesaggio.
Da una parte si estendono le aree che hanno alimentato la crescita economica della Marca. Dall’altra iniziano i pendii disegnati dai vigneti, punteggiati da borghi, pievi e castelli.
Industria e agricoltura, innovazione e tradizione convivono in pochi chilometri, raccontando meglio di qualsiasi definizione l’identità di questo territorio.
In queste terre la vocazione al lavoro si è sempre accompagnata all’apertura verso l’esterno. Le colline tutelate dall’UNESCO sono il risultato di un rapporto secolare tra l’uomo e il paesaggio. La Pontebbana racconta una storia parallela: quella di una comunità che ha saputo crescere aprendosi agli scambi, alle opportunità e ai rapporti con il resto d’Europa.
Anche per questo la Statale 13 non può essere considerata soltanto una strada. È una chiave di lettura della storia del Nordest. Ha accompagnato il passaggio dalla società rurale all’industrializzazione, la nascita dei distretti produttivi, l’espansione dei centri urbani e l’affermazione internazionale delle eccellenze trevigiane.
Oggi il suo ruolo pone questioni nuove: la sicurezza, la convivenza tra traffico pesante e mobilità locale, la qualità urbana dei centri attraversati e la tutela di un paesaggio conosciuto in tutto il mondo. Sfide rivolte al futuro, che possono essere comprese pienamente soltanto ricordando ciò che questa strada ha rappresentato.
Se le Colline del Prosecco sono oggi una delle porte più prestigiose della Marca Trevigiana, per generazioni la Pontebbana è stata la strada attraverso la quale il Nordest guardava all’Europa. Lungo il suo percorso non sono transitate soltanto merci, ma anche conoscenze, opportunità e relazioni che hanno contribuito a plasmare il volto moderno di queste terre.
La Pontebbana non attraversa semplicemente il territorio. Ne custodisce la memoria. Unisce Venezia alle Alpi, la pianura alle colline, il passato al futuro. Percorrerla significa attraversare due secoli di storia e riscoprire una delle infrastrutture che più di ogni altra hanno accompagnato la crescita della Marca Trevigiana e del Nordest.
(Autore: redazione di Qdpnews.it)
(Foto: archivio di Qdpnews.it – per gentile concessione di Alberto Celot Celotti)
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