Una donazione di 90 mila euro da parte di un benefattore privato legato alla comunità ha reso possibile il restauro e la messa in sicurezza del campanile della Chiesa arcipretale dei Santi Pietro e Paolo, uno dei simboli di Mareno di Piave. La Parrocchia ha inoltre provveduto alle ulteriori spese necessarie per la rifusione della campana maggiore.
Da oltre un secolo il campanile della Chiesa arcipretale dei Santi Pietro e Paolo svetta su Mareno di Piave, rendendone immediatamente riconoscibile il profilo e testimoniando la capacità di un’intera comunità di risollevarsi dalle ferite della storia. Nel 1918, durante la ritirata austro-ungarica, l’antica torre campanaria fu minata e, crollando, danneggiò gravemente anche la chiesa.
Ricostruito nell’immediato dopoguerra su progetto del professor Luigi Candiani, architetto marenese e primo iscritto all’Ordine degli Architetti di Treviso, il campanile divenne uno dei simboli della rinascita del paese dopo la prima Guerra mondiale. Da allora, per oltre un secolo, la torre ha continuato a scandire la vita di Mareno di Piave, entrando nella memoria quotidiana di generazioni di marenesi. Proprio il valore storico e simbolico assunto nel tempo ha reso necessario preservarne l’integrità e garantirne la piena funzionalità anche per il futuro.
Da questa esigenza è nato l’intervento, del valore complessivo di circa 110 mila euro, che ha riguardato il restauro e il risanamento conservativo della cella campanaria, la sostituzione e la messa in sicurezza del castello delle campane e il ripristino della soletta. Nel corso dei lavori è emersa anche la necessità di procedere alla rifusione della campana maggiore, oggi del diametro di un metro e 35 centimetri e del peso di 1.462 chilogrammi.
A rendere possibile il restauro del campanile è stata soprattutto la generosità di un benefattore privato legato alla comunità, che ha destinato 90 mila euro ai lavori di recupero e messa in sicurezza della torre. Alle ulteriori spese legate alla rifusione della campana maggiore ha provveduto la Parrocchia, guidata da don Mario Fabbro.
Il completamento dei lavori ha così consentito di restituire piena voce al campanile e di riconsegnare ai fedeli e a tutti i cittadini un patrimonio nel quale Mareno riconosce una parte importante della propria identità.
Nella mattinata di sabato 8 agosto, numerosi fedeli e cittadini hanno partecipato alla cerimonia organizzata per celebrare la conclusione dell’intervento. A sottolineare l’importanza della giornata è stata la presenza del vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio, che ha presieduto la celebrazione e impartito la benedizione.
La comunità si è stretta con particolare calore ed emozione attorno al campanile restaurato, in un momento reso ancora più intenso dalla consapevolezza che don Fabbro, dopo oltre venticinque anni alla guida della Parrocchia, si appresta a lasciare Mareno.
Un significato particolare, dunque, per il sacerdote che ha fortemente voluto e seguito l’intervento. Dal mese prossimo, don Mario proseguirà il proprio ministero come collaboratore pastorale nelle parrocchie di Vazzola, Tezze, Visnà e Tempio. A raccoglierne il testimone sarà don Lorenzo Barbieri, nominato nuovo arciprete-parroco di Mareno di Piave e parroco di Soffratta.
(Autore: Simone Masetto)
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