La diocesi non dimentica i suoi martiri: “Suor Maria De Coppi, la sua vita in pienezza di carità”

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Era la tarda sera del 6 settembre 2022 quando un commando armato uccise suor Maria De Coppi, 83 anni, comboniana della diocesi di Vittorio Veneto, originaria da Ramera, nella missione di Chipene in Mozambico, dove operava da quasi sessant’anni.

A quattro anni dalla sua morte, suor Maria è stata ricordata oggi alla messa nella chiesa di Ramera, presieduta dal vescovo di Vittorio Veneto monsignor Riccardo Battocchio, nel solco di una testimonianza missionaria che continua a parlare alla comunità diocesana.

Il presule l’ha definita un segno luminoso capace di interpretare la pienezza di carità e il senso di comunità, perché sapeva unire le dimensioni della famiglia, della parrocchia, dell’Azione Cattolica, dei comboniani e delle realtà dell’amato Mozambico, seguendo l’insegnamento del Vangelo fino all’estremo sacrificio di sé.

Un altro aspetto messo in luce da monsignor Battocchio è stata la preghiera come “condizione per ristabilire l’efficacia della comunione”, invitando a pensare a suor Maria ancora oggi come a una donna che prega per tutti, soprattutto per il popolo mozambicano: Suor Maria – ha sottolineato – è una “sentinella“, oggi come ieri: una presenza che continua a vegliare e a pregare “per la conversione del malvagio”, di coloro che praticano ancora l’odio e la violenza.

Anche nelle preghiere dei fedeli il suo nome è tornato come invocazione e testimonianza, esempio di benevolenza e carità, con un pensiero rivolto anche a quanti hanno responsabilità nella vita politica e sociale, perché non cedano alla tentazione di presentare i poveri come un pericolo, ma sappiano custodirne la dignità e promuoverne l’accoglienza, come ha insegnato la vita donata di suor Maria.

Alla messa – concelebrata dal parroco don Adriano Zanette, da don Mirco Miotto e da due sacerdoti del Mozambico – era presente una folta delegazione di familiari e parenti di suor De Coppi, e Mariagrazia Salmaso, direttrice dell’Ufficio missionario della diocesi.

Proprio l’Ufficio missionario diocesano aveva pianto due mesi fa anche la morte del vescovo Osório Citora Afonso, ucciso in Mozambico il 6 giugno scorso, già Superiore del Centro Missionario della Consolata della Diocesi di Vittorio Veneto e superiore della Casa religiosa Milaico a Nervesa della Battaglia (diocesi di Treviso). Il vescovo è stato citato dal parroco come altro esempio di figura profondamente impegnata nell’annuncio del Vangelo e nel servizio al popolo mozambicano.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Qdpnews.it)
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