Questa non è soltanto una storia d’impresa come tante altre, ma è il racconto di un’imprenditoria tutta al femminile sorta negli anni Ottanta, un decennio in cui (rispetto a oggi) si stentava a parlare di aziende “rosa”, perché viste come una sorta di miraggio.
Proprio in quel periodo Luisa De Vido diede vita a Informaticaservice, realtà tuttora presente a San Vendemiano, specializzata in software gestionali per aziende e attività, che negli anni ha visto la sua prima storia intrecciarsi a una seconda: quella del passaggio generazionale con uno dei figli, Alberto Gava.
Era il 1986 e Luisa De Vido diede vita a Informaticaservice, attività specializzata nell’elaborazione dei dati contabili: un servizio fondamentale, considerato come all’epoca non ci fosse tutta la tecnologia odierna.
Nel 1990 questa realtà visse una prima tappa evolutiva, passando dalla veste di azienda individuale a sas, specializzandosi sempre di più nella vendita e assistenza di software e hardware. Nel 1996 Informaticaservice visse una seconda trasformazione, questa volta diventando una srl, con la commercializzazione di prodotti gestionali, senza scordare mai un occhio di riguardo al servizio di assistenza associato all’attività di vendita.
Come è nata negli anni Ottanta questa impresa al femminile?
“Tutto è nato quasi per scherzo – così inizia il racconto di Luisa De Vido – Sono perito aziendale e, una volta trovato lavoro, in azienda iniziai a frequentare i corsi IBM, che all’epoca venivano messi a disposizione”.
“Questa specializzazione nell’IBM mi consentì di entrare nel mondo del lavoro, dove già in quegli anni era necessaria una certa specializzazione – prosegue – Devo dire che, rispetto a quanto si dice, gli anni Ottanta non erano un bel periodo per trovare un impiego”.
“Tenevo la contabilità in modo meccanografico. A quel tempo una donna faceva ancor più fatica a inserirsi nel mondo del lavoro – continua – Per avere un’azienda bisogna essere tenaci e mai rilassati: per una donna ancor di più, in quanto non è semplice portare avanti un’attività e, al tempo stesso, una famiglia”.
Luisa De Vido ricorda il momento in cui, quindi, decise di lasciare un lavoro sicuro, per dare inizio alla sua avventura imprenditoriale: “La nostra è nata come un’impresa di servizi, che richiede di interfacciarsi con la clientela e seguirla, risolvere le problematiche ed essere disponibili. Si tratta di mettersi in gioco continuamente, perché non bisogna mai credere di essere arrivati, ma restare umili – aggiunge – Ho sempre cercato di avere più donne in ufficio e fin da subito ho imparato che la conoscenza dei processi aziendali non è banale, ma necessita di una formazione continua”.
E quale potrebbe essere il consiglio di una imprenditrice, che si è imposta in un periodo dove gli imprenditori erano per la maggior parte uomini?
“Di essere umili, di continuare a studiare e a formarsi, perché non bisogna mai sentirsi arrivati. Ci vuole fame di conoscenza – la sua risposta – Per una donna è difficile imporsi e lo è anche per i giovani: bisogna partire da quello che c’è di positivo e apprezzarlo”.
Una storia di imprenditoria al femminile che si è intrecciata con il racconto di un passaggio generazionale, che ha visto l’arrivo di Alberto Gava, il quale conta alle spalle una formazione universitaria in Scienze Politiche ed Economia (conseguita tra gli atenei di Udine e Padova), affiancata a studi e approfondimenti in materia di intelligenza artificiale, vendita e preparazione sul campo della gestione aziendale.
“Durante gli anni dell’università avevo il desiderio di trovare un lavoro – racconta il giovane – Avevo trovato un primo impiego, poi sono entrato part time in azienda, dove facevo un po’ di tutto”.
“Il passaggio generazionale funziona in termini di rapporto lavorativo, poi ovvio che lo scontro c’è, ma è un modo per sollecitare le persone a fare, a ragionare e a darsi da fare – aggiunge – L’incontro tra due generazioni ha portato a una prospettiva differente sulla sfera commerciale: un tempo i clienti si facevano tramite il passaparola, negli anni (anche tramite la digitalizzazione) la cosa è diventata più complicata e serve ampliare la gamma dei propri servizi offerti”.
Quali sono allora gli ingredienti perché il passaggio generazionale in un’azienda possa funzionare?
“Bisogna lasciare fare (sempre però controllando), consapevoli che ci saranno delle criticità utili per maturare – la risposta di Luisa De Vido – Solo il tempo darà l’esperienza necessaria, perché i periodo di transizione non sono mai brevi”.
“Io credo che le nuove generazioni debbano buttarsi e non avere paura. Poi bisogna studiare sempre tanto e cercare di imparare dai migliori”, il commento di Alberto Gava.
E alle donne che vogliono fare impresa e che desiderano realizzarsi professionalmente?
“Di mettersi in gioco, senza però pensare mai di essere arrivate. Poi consiglio loro di viaggiare tanto”, il consiglio di Luisa De Vido.
“Anche per le nuove generazioni è utile il consiglio di viaggiare, di provare a fare degli scambi interculturali e di guardare le altre aziende: confrontarsi con altre realtà è sempre importante”, le parole di Alberto Gava.
(Autore: Dplay)
(Foto: Alberto Gava)
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