Nella suggestiva cornice della Cantina Conte Collalto di Susegana si è svolto questa settimana un nuovo appuntamento dei Sapiens del Terzo Millennio, la rassegna promossa da Confartigianato Imprese Conegliano, che ha acceso i riflettori sul tema dell’economia dell’accoglienza. Un incontro che ha riunito imprenditori, professionisti e cittadini per riflettere sul ruolo strategico del turismo come motore di sviluppo economico, sociale e culturale del territorio.
Un incontro che ha offerto spunti di riflessione sul ruolo che il turismo può avere nello sviluppo economico e sociale delle comunità locali, mettendo al centro il rapporto tra imprese, territorio e sostenibilità.
Ad aprire la serata è stato Severino Dal Bo, presidente di Confartigianato Imprese Conegliano, che ha evidenziato il forte legame tra il mondo dell’artigianato e quello dell’accoglienza: “Dentro il contenitore turistico abbiamo molte aziende che si occupano di questa cosa. Pensiamo all’accoglienza dei visitatori, al loro accompagnamento, alla mobilità, alle piccole produzioni locali, al manifatturiero, all’agriturismo e alla trasformazione dei prodotti”.


Un settore che continua a crescere e che, secondo Dal Bo, richiede una visione chiara per il futuro: “Questa crescita deve portare a un’economia rigenerativa, un’economia che non depaupera il territorio ma che lo arricchisce, che migliora l’ambiente, la sicurezza e che fa crescere anche le comunità”.
Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio UNESCO rappresentano oggi una delle principali attrazioni del territorio, ma il loro valore va ben oltre l’aspetto enogastronomico. Dal Bo sottolinea: “Chi viene a trovarci cerca sicuramente i paesaggi, i ciglioni modellati dal lavoro umano e la degustazione del prosecco, ma cerca anche il genius loci, le storie delle persone, le produzioni di eccellenza e l’identità di queste comunità”.




Uno sguardo rivolto al futuro è arrivato anche da Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Treviso, che ha definito l’iniziativa come l’inizio di un percorso di riflessione sui cambiamenti che stanno interessando la società contemporanea.
Sartori osserva: “Le sfide sono quelle di aprirsi al mondo e capire che viviamo in un’economia globalizzata. Dobbiamo essere consapevoli che possiamo offrire qualcosa di diverso e caratteristico a chi passa da queste parti”. Una riflessione che richiama l’importanza di valorizzare le specificità locali senza rinunciare all’innovazione e alla capacità di interpretare i cambiamenti.
A portare l’attenzione sugli aspetti economici e sociali del fenomeno turistico è stato Federico Capraro, responsabile del Centro Studi della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.


Capraro evidenzia: “Ci sono opportunità da accogliere nell’ambito turistico, perché il turismo crea un valore aggiunto sull’economia che già esiste”. Un valore che non riguarda soltanto i numeri, ma anche le prospettive per le nuove generazioni.
“Il turismo diversifica l’economia, valorizza il territorio e crea nuove opportunità per i giovani. Permette di continuare l’impresa di famiglia, di fare impresa e di vivere e lavorare nel proprio territorio. Questo è probabilmente l’aspetto economico e sociale più importante”.




Nel corso della serata è emersa una visione condivisa: l’economia dell’accoglienza non può essere considerata soltanto un’opportunità per attrarre visitatori, ma uno strumento per generare valore diffuso, rafforzare l’identità dei luoghi e costruire nuove opportunità per le imprese e le comunità.
Un tema che ha coinvolto il pubblico dall’inizio alla fine, confermando quanto il futuro del territorio passi sempre più dalla capacità di accogliere, raccontare e valorizzare ciò che lo rende unico.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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