Sono 420 gli esuberi indicati dalla RSU nello stabilimento Electrolux di Susegana: 240 su 745 operai e 180 su 360 impiegati. Numeri che preoccupano i lavoratori e che hanno spinto Fim, Fiom e Uilm a rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli un incontro in occasione della sua visita a Pordenone prevista per il prossimo 20 settembre.
La RSU dello stabilimento suseganese ha inviato tramite Pec una lettera alla Presidenza della Repubblica per portare all’attenzione del Capo dello Stato una vertenza che, dopo il recente tavolo ministeriale di Roma, viene considerata dai rappresentanti dei lavoratori sempre più critica.
“Ci rivolgiamo a Lei in qualità di Rappresentanza Sindacale Unitaria dello stabilimento Electrolux di Susegana, a nome e per conto delle lavoratrici e dei lavoratori che oggi vivono una profonda preoccupazione per il proprio futuro occupazionale e sociale” scrivono i sindacati.
Secondo la RSU, la vertenza ha raggiunto “un punto di criticità inaccettabile”. Al centro dello scontro ci sono il piano industriale presentato dalla multinazionale, la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e i pesanti esuberi previsti in Italia.
Per Susegana, in particolare, la RSU parla di 240 esuberi su 745 operai e 180 su 360 impiegati, contestando quelli che definisce “numeri non veritieri sugli esuberi”.
Ma la preoccupazione non riguarda soltanto i posti di lavoro. I sindacati contestano anche le richieste avanzate dall’azienda sull’organizzazione della produzione e sulla flessibilità.
“L’azienda chiede di superare gli accordi sindacali esistenti sull’organizzazione del lavoro, aumentando i ritmi sulle linee di montaggio, fino a 140 pezzi l’ora, e imponendo un unico turno continuato giornaliero” si legge nella lettera.
Una prospettiva che Fim, Fiom e Uilm considerano insostenibile anche sul fronte delle condizioni di lavoro: “Non possiamo accettare che la competitività aziendale venga perseguita riducendo i diritti, aumentando i ritmi e compromettendo la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
A questo si aggiunge, secondo i rappresentanti dei lavoratori, la mancanza di garanzie sul futuro produttivo dello stabilimento. La RSU evidenzia come, di fronte ai sacrifici richiesti, non vi siano sufficienti certezze industriali e tutele a lungo termine sui volumi produttivi.
“Senza la prospettiva di una produzione certa, i costi per la nostra fabbrica non saranno più sostenibili” sottolineano i sindacati.
Da qui la scelta di rivolgersi direttamente a Sergio Mattarella. La visita del capo dello Stato a Pordenonelegge viene vista dai rappresentanti sindacali come un’occasione per poter illustrare personalmente la situazione dello stabilimento di Susegana e le preoccupazioni dei lavoratori.
“Signor Presidente, Lei che è custode della Costituzione e dei valori fondamentali del lavoro e della dignità della persona, Le chiediamo un segno di attenzione, un supporto morale e, se possibile, l’onore di un’udienza per poterLe illustrare direttamente la gravità della nostra situazione”.
La lettera si chiude con un appello che sintetizza la posizione della RSU: “I lavoratori di Susegana non sono un costo da tagliare, ma il cuore pulsante di un territorio che chiede solo giustizia, rispetto e un futuro certo”.
(Autore: Simone Masetto)
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