Il Vakifbank Istanbul è la prima finalista della Cev Zeren Group Champions League: oggi sabato, nel decennale della vittoria del primo trofeo di Conegliano (lo scudetto arrivato alle 20.53 di lunedì 2 maggio 2016), le pantere hanno sciupato quattro matchball nel terzo set, subendo la rimonta delle giallonere che si sono imposte al quinto grazie soprattutto a un’ottima intensa tra la regista Cansu e le attaccanti Markova e Boskovic, che a turno hanno punito le avversarie con punti spesso di livello planetario, superando anche lo choc per il grave infortuno patito dalla compagna Lazovic nel corso del quarto parziale.


Domani domenica l’Antonio Carraro Prosecco Doc giocherà la finale per il bronzo europeo contro la Savino Del Bene Scandicci, a sua volta sconfitta al tie-break dall’Eczacibasi Istanbul nella seconda semifinale odierna. In fatto di trofei, pertanto, la stagione delle Pantere si chiude ufficialmente con la Coppa Italia e quella dello Scudetto, un bottino senz’altro distinto ma, al tempo stesso, capace di far comprendere ancora meglio quanto eccezionale e leggendario sia stato il “Grande Slam” di competizioni vinte nella scorsa stagione agonistica da Wolosz e compagne.
Primo set
Pronti, via ed è subito botta risposta Markova – Zhu, mentre sulle braccia delle pantere (sul dorso della mano per coach Santarelli) compare un cuore con il numero 18, quello della compagna Cristina Chirichella, rimasta all’Imoco Village a causa del grave infortunio al crociato che la costringerà all’operazione chirurgica. Anche il videocheck si “scalda” presto, con gioco interrotto per un paio di minuti già al quarto scambio. Fischi ad ogni battuta coneglianese, mentre il pallino del gioco sembra, almeno inizialmente, in mano turca, con Markova difficilmente marcabile. E’ un pallonetto fuori di centimetri di Derya a dare l’8 pari, poi il muro Fahr-Haak fa faville verso sera, ed ecco il sorpasso. Lubian, fin qui non scintillante, si mette in luce con fast e un ace (forse erano due), ma prima e seconda linea gialloblù (oggi nere) sono in difficoltà contro le attaccanti del Vakif. Lascia a bocca aperta il 17-16 di Markova, con un attacco fantascientifico, ma Gabi le replica tosto e da par suo. Un errore per parte (Zhu e Cansu) ed eccoci al 20 pari, curiosamente senza alcun time out chiamato fin qui. L’onere tocca per primo a Guidetti, dopo aver visto uno dei suoi punti fermi (Gunes) mandare fuori una palla in apparenza facile. Al rientro, però, invasione di Cansu, poi Haak procura un duplice, pesantissimo, setball. L’amica del cuore Gabi lo trasforma nell’1-0.
Secondo set
Un’Antonio Carraro Prosecco Doc “diesel” è avanti nel punteggio in casa del Vakifbank: il finale in crescendo delle pantere è di buon auspicio per il prosieguo della partita. Che riparte con un botta e risposta – questa volta – tra Markova e Haak. Clamorosamente fiacco l’attacco di Boskovic, mura Conegliano che va 3-1. Più o meno un set fa si parlava di pallino del gioco: bene, adesso appare in mano alle pantere, che devono però fare sempre massima attenzione a Markova, il cui score si aggiorna velocissimamente. Incomprensione (rara a questi livelli) tra Cansu e Ogbogu: il primo tempo che volevano apparecchiare è in realtà una fake news. Quello di Wolosz – Fahr è invece verissimo, e il tabellone dice 12-9 Conegliano. Wolosz di prima intenzione manda fuori giri quattro avversarie in un colpo solo: scontato il time out di Guidetti, imitato poco dopo da Santarelli in seguito a un murone di Ogbogu su Haak. Gabi fa la “Guimaraes prime” e nuovo strappo dell’Antonio Carraro, allargato da un errore di Markova. Il più classico dei primi tempi a uscire (cioè sulla riga) di Fahr mantiene 4 punti di vantaggio per le campionesse in carica. Serve il check per dare a Bella ciò che è di Bella, ovvero un block touch del Vakif. Le pantere volano, Guidetti ferma il gioco, ma è troppo tardi: Conegliano ha il vento in poppa, continua a battere corto ma efficace, l’attacco funziona, i setball sono addirittura 8! Come nel parziale precedente, chiude Gabi.
Terzo set
Il presente è roseo per le pantere, alle quali in questo momento non fanno né caldo né freddo né i fischi dei tifosi turchi né le tante qualità delle avversarie. Markova, Boskovic, Ogbogu non sono abbastanza per tenere testa a un sestetto che fin qui non sembra nemmeno soffrire l’assenza di Chirichella. La russa marca anche questa volta il primo punto del set, ma poi c’è subito un mini filotto di 3 punti per le pantere. Errore abbastanza marchiano di Gunes, il Vakif è già doppiato (3-6): non esattamente la migliore situazione per una rimonta che più passa il tempo e più diventa improbabile, eppure Boskovic torna in auge col suo mancino e, con un ace di Lazovic, la squadra “di casa” torna avanti (9-8). Quel che traspare dal campo di Istanbul, in questo momento, è che il Vakif dovrà dare il 101% per stare alla pari con le pantere, a cui le gambe non tremano mai e con Bella dai 9 metri tornano avanti di 3: tempo Guidetti, ma quando si riprende Zhu is on fire. Cazaute entra con l’aura di chi è l’ultima carta a disposizione del Vakif per cambiare l’inerzia di un match che appare saldamente indirizzato, e questo nonostante una Boskovic in crescita. Cala, invece, Markova: sanguinoso l’attacco centrale sparacchiato fuori. Le pantere mantengono il vantaggio, che le giallonere però dimezzano (22-20): time out Santarelli, che raccomanda una maggiore attenzione in copertura. Markova, quando la rimonta Vakif era a un passo, insacca la palla in rete dai 9 metri. Due matchball: il primo è battuta in rete, sul secondo capita un pasticciaccio nella metà campo coneglianese. Si va ai vantaggi: Boskovic ne annulla un altro, Fahr ne costruisce uno nuovo, Ogbogu chiude con un muro lo scambio forse più bello del match. C’è spazio per un setball Vakifbank, annullato da una pipe di Zhu. Boskovic più Markova, e la partita si prolunga: un raro, rarissimo esempio, in casa Prosecco Doc, di vantaggio dilapidato.
Quarto set
Nei pochi secondi a disposizione per leggere il tabellino del parziale precedente, balzano all’occhio i 13 punti di Boskovic (67% in attacco). “Appena” 5 per Markova, l’ultimo dei quali è stato tuttavia pesantissimo nell’economia della semifinale. Intanto, “tradizione” rispettata: un punto per parte (anche) nei primi due scambi del quarto set. La Boskovic della seconda ora di gioco è assai diversa da quella della prima: il suo mancino è un incubo per prima e seconda linea avversaria. Dodici atlete in campo, ma a tratti sembra esserci solo l’opposto serbo, motivo per cui Santarelli ferma il gioco sul 4-7. Gabi murata, pantere più che doppiate: Guidetti esulta, Santarelli chiama tempo. Nel campo del Vakif, però, non cade più nulla: tra muri e attacchi siderali, le turche costruiscono un vantaggio rassicurante. Segna anche Lazovic, su assist fantasmagorico di Cansu: 17-10, set che sembra già scritto. Ancora Lazovic a segno, ma Wolosz che si mette le mani sul volto fa capire per prima che l’infortunio alla giocatrice del Vakif in caduta è grave: portata fuori a spalle, il pubblico le tributa un applauso e un enorme in bocca al lupo. Al suo posto una Cazaute non al meglio. Rosicchia un paio di punti Conegliano, Guidetti ferma il gioco perché c’è una situazione anche psicologica non semplice, nonostante il vantaggio. La notizia è che Boskovic sbaglia un attacco, Gabi invece no e l’Antonio Carraro torna in scia. Markova rialza – due volte in due minuti – il morale della sua truppa, che ormai “vede” il tie break. Haak sbaglia servizio nel momento meno opportuno: 3 setball Vakif, i primi due se ne vanno (clamorosa svirgolata della ricezione turca sulla battuta di Daalderop), Guidetti gioca l’ultimo time out al momento giusto, Boskovic manda fuori giri le pantere: si riparte da zero.
Quinto set
Si gioca da ben più di due ore e la prima semifinale non ha ancora una padrona. Guardandola da un punto di vista neutrale, sarà un tie break interessantissimo. Pathos a fiumi, invece, per le due tifoserie. Boskovic si presenta con 30 punti già in saccoccia, ma il primo punto del quinto ha una firma inattesa: Wolosz, che trasforma una sorta di rigore. Gabi è scatenata, Conegliano vola 3-0 ma è un vantaggio effimero: pochi giri di lancette e Cazaute firma il 4 pari. Vantaggio Vakif con Markova, che accende il palazzetto con il mani out del 9-7 e, poco dopo, con l’attacco che manda le turche per prime in doppia cifra (e con doppio vantaggio). La 23 giallonera si guadagna l’abbraccio di Guidetti dopo l’ennesimo punto (ora è lei il terminale principale d’attacco) e costringe Santarelli al time out sull’8-11. Il monologo di Markova, ciononostante, prosegue: 8-13, ultimo “tempo” della panchina di Conegliano, mai così con le spalle al muro. Con in campo Ewert e Adigwe, l’Antonio Carraro subisce ancora. Cinque matchball Vakifbank, la chiude Boskovic. Domani Conegliano giocherà per il bronzo. Per quello che si è visto in campo, soprattutto dopo la prima ora, giusto così.
ANTONIO CARRARO PROSECCO DOC CONEGLIANO 2 – VAKIFBANK ISTANBUL 3 (25-22, 25-18, 27-29, 23-25, 11-15) in 2 ore e 16 minuti. Top scorer: Boskovic (33) e Markova (31)
(Autore: Luca Anzanello)
(Foto: WSC Sports – CEV)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata








