“Basta lavorare così!”: l’incontro di Confartigianato sul dialogo tra generazioni e impresa

“Basta lavorare così!” è lo slogan scelto da Confartigianato Imprese Conegliano per la nuova edizione dell’iniziativa “I sapiens del Terzo Millennio”.

Un confronto sullo scambio generazionale nell’impresa, con l’obiettivo di riflettere sui cambiamenti che ci sono in fatto di domanda-offerta del personale.

L’appuntamento, molto partecipato, si è svolto ieri martedì sera nella sede della Dama Castellana di Conegliano.

L’evento è stato patrocinato dal Comune (rappresentato, per i saluti istituzionali, dall’assessore al Commercio Yuri Dario), dal Rotary Club Conegliano e dall’istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” di Pieve di Soligo, mentre Davide Stefanato si è occupato della conduzione della serata.

Cosa cercano i più giovani nel mondo del lavoro? Ed è proprio vero che non hanno voglia di lavorare?

Due domande a cui hanno dato risposta i relatori, provenienti da diversi settori, mentre il presidente di Confartigianato Imprese Conegliano, Severino Dal Bo, ha prima fornito alcuni dati: in dieci anni il numero di giovani della provincia di Treviso che sono andati all’estero è salito da 300 a 2mila. Numeri che fanno sicuramente riflettere.

Il primo dei relatori a fornire una visione della situazione è stato Daniele Marini, docente di Sociologia dei processi economici all’Università degli Studi di Padova, nonché fondatore e direttore scientifico della divisione Research & Analysis di Community ed editorialista de “Il Sole 24 Ore”.

Secondo Marini, tutte le generazioni userebbero l’espressione “dopo di noi il diluvio”, in riferimento a quelle successive.

Il cambiamento culturale è sempre difficile da gestire, ma abbiamo ora da considerare il problema dell’attrattività del nostro Paese – ha spiegato – Il lavoro è importante per le nuove generazioni, ma nella misura in cui esso si sposa con altri aspetti della vita”.

“Per i giovani il cambiamento è la normalità e non più l’eccezionalità – ha proseguito – I giovani sono dei nativi digitali e teniamo presente che questi strumenti cambiano gli schemi cognitivi delle persone”.

Serena Cesca – coordinatrice generale dei Servizi integrati delle Politiche giovanili del Comune di Conegliano (Informagiovani) e socia della Cooperativa sociale Insieme Si Può – ha chiarito la necessità di investire sulla flessibilità dell’orario di lavoro, considerato che chi cerca impiego è, molto spesso, con figli e con altre attività professionali parallele da coniugare.

Nuovi stimoli portano idee e un punto di vista diverso, che potenzia il gruppo di lavoro”, ha affermato.

Francesca Gazzola – psicologa d’impresa, formatrice in ambito imprenditoriale, fondatrice di Driin e Imprenditrici Ribelli, per promuovere una nuova imprenditorialità – ha sfatato il “mito” secondo cui i giovani non hanno più voglia di lavorare.

“Ai giovani non va bene il modello attuale di lavoro – ha detto -. Non è vero che non hanno voglia di fare, considerato tutto il volontariato che svolgono: non sono disponibili a sacrificare la propria vita in qualcosa in cui non credono più”.

“Bisogna stabilire un equilibrio, essendoci visioni di lavoro diverse: i soliti schemi non vanno più bene – ha continuato -. Ogni conflitto arriva da obiettivi che sono stati disattesi: è necessario, quindi, deporre le armi del giudizio (da entrambe le parti) e creare un’alleanza, ascoltarsi per puntare a una soluzione e a una visione condivisa, così da definire un fine comune”.

L’incontro si è concluso con la testimonianza d’impresa dei Fratelli Cristofoli Srl, da cui è emerso come il cambiamento abbia consentito un’evoluzione anche in fatto di sviluppo del prodotto.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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