Si è tenuto ieri sera a Conegliano il consiglio comunale straordinario sul tema dell’ex Ipc, immobile di proprietà dell’amministrazione la cui messa a disposizione per 25 anni (con relativa opera di ristrutturazione) sarà funzionale alla realizzazione del “Campus di Conegliano” connesso all’istituto Cerletti.
Un progetto che, secondo quanto detto da una rappresentanza della Fondazione Its Academy Agroalimentare di Conegliano, comprenderà la realizzazione di uno studentato, una cantina e un birrificio sperimentale, spazi per laboratori, area biblioteca (potenzialmente disponibile anche “per un pubblico più esteso”), palestra e aule studio.
Iniziativa urbanistica che ha previsto la partecipazione a un bando, per scegliere la scelta progettuale in rappresentanza della Regione, così da poter concorrere al maxi contributo ministeriale messo in campo per sovvenzionare le spese progettuali di un’iniziativa innovativa nel campo della didattica e dell’istruzione.
Il progetto che riguarderà il Campus di Conegliano (comprendente l’area del Cerletti), dovrà essere inviato entro il prossimo 10 ottobre, contenente le linee di programmazione, i 12 interventi previsti, il quadro economico predisposto per ognuno di questi. Poi bisognerà attendere 1-2 mesi per un riscontro.
Nonostante il punto sia stato approvato all’unanimità (quindi è stata decisa la messa a disposizione dell’ex Ipc, per un periodo circoscritto di 25 anni), la tematica ha comunque messo in luce la netta distanza politica di opinioni tra maggioranza, completamente entusiasta del progetto, e la minoranza che, pur essendosi dichiarata consapevole della potenzialità dell’iniziativa urbanistica, ha evidenziato l’assenza di diversi elementi pratico-oggettivi, utili per poter “procedere con metodo”.
A inaugurare la “galleria” di opinioni da parte della minoranza è stato Giovanni Maccarrone (Noi democratici) il quale, nonostante abbia affermato che si tratta di “un bel progetto”, ha allo stesso tempo evidenziato come la progettualità non sia chiara, in fatto di dinamiche urbanistiche, impatto sul territorio e ruolo dell’amministrazione nel campus. Da chiarire, a suo dire, anche l’aspetto finanziario di tutta l’operazione.
“Ben venga se questo progetto potrà rispondere alle varie esigenze”, il commento di Alessandro Bortoluzzi (Gruppo misto), il quale non ha nascosto la propria perplessità di fronte alle tempistiche di un bando fatto “in prossimità delle elezioni regionali” e, al tempo stesso, ha sollevato dei quesiti in merito all’ex convento di San Francesco, già presentato in passato dall’amministrazione come un luogo da valorizzare, specialmente in un’ottica studentesca.
Francesca Di Gaspero (Noi democratici) ha sottolineato la mancanza di slides e immagini progettuali, sostenendo che “molto è lasciato all’immaginazione”, con un impatto che non necessariamente potrebbe essere positivo per il territorio, considerate le criticità a suo dire già presenti in città, a partire da viabilità e parcheggi.
Secondo Lucrezia Aggio (Fratelli d’Italia), invece, bisognerebbe chiarire l’aspetto relativo alle manutenzioni future, soprattutto a seguito della scadenza dei 25 anni della concessione. Venticinque anni i cui limiti, di inizio e scadenza, secondo lei non sarebbero stati chiariti.
Maurizio Tondato (capogruppo della Lega) ha ricordato l’inagibilità e la precarietà dell’ex Ipc, di proprietà comunale, che in questo modo verrebbe rivalutato, mentre secondo Stefano Dugone (Libertà civica e popolare) si tratterebbe di “una delibera generale”, dall’impianto giuridico non chiaro, ricordando anche la questione della rigenerazione dell’ex cotonificio, lì vicino, da tenere in considerazione.
Dai banchi della maggioranza Matteo Zucol (Forza Italia) ha osservato che tale progetto potrebbe generare un cosiddetto “effetto a catena”, facendo sì che i ragazzi non debbano “girare la città in cerca di aule studio”.
“O si corre o si resta fuori”, il commento di Dino Parrano (Avanti tutta) che ha ritenuto come l’intera faccenda “non sia un salto nel buio”, ma un’opportunità da cogliere.
Marzia Bottecchia (Avanti tutta) ha evidenziato la necessità di “portare a Conegliano qualcosa di importante”, che potrebbe far crescere anche la comunità stessa.
Valeria Facchin (Forza Conegliano) ha chiesto quali saranno le tempistiche di realizzazione dei vari stralci della progettualità, così “da arrivare in tempo” in termini di offerta formativa e, al tempo spesso, ha chiesto lumi circa la presenza o meno del cosiddetto “piano B” nel caso di un mancato contributo ministeriale, pur considerando il progetto un “modo per dare movimento alla città”.
Paolo Manzalini (Avanti tutta) ha espresso l’augurio che il progetto possa guadagnarsi il massimo dei contributi a livello nazionale.
A chiudere la tornata di discussione è stato il sindaco Fabio Chies, il quale ha ammesso che si tratta di “un progetto in fase embrionale” ma, al tempo stesso, ha espresso ottimismo per un’iniziativa che rappresenterà il Veneto. “Chiedo di non perdere un’opportunità che per il Comune di Conegliano è importante” ha ribadito.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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