Conegliano, contributo a fondo perduto per le nuove aperture in locali sfitti o inutilizzati: disponibile un sostegno da 29.120 euro

Dopo l’iniziativa dei buoni spesa per i cittadini e dei contributi a fondo perduto rivolti alle attività danneggiate dalla crisi economica, crisi acuita dalla pandemia, il Comune di Conegliano ha messo in campo un nuovo fondo di sostegno alle imprese, con una novità rispetto ai mesi scorsi.

Stavolta si tratta di un contributo a fondo perduto per incentivare le nuove aperture di attività, a Conegliano, che dovranno insediarsi in locali sfitti o inutilizzati almeno da tre mesi.

L’obiettivo dell’iniziativa è chiaro: fronteggiare la riduzione degli spazi commerciali e artigianali a causa della crisi economica e promuovere l’economia locale, dandole sostegno.

In tal senso è stato messo a disposizione un fondo pari a 29.120 euro, ovvero la cifra rimasta dai bandi precedenti, dopo l’avvenuta assegnazione dei contributi alle attività che presentavano tutti i requisiti richiesti.

Lo scorso maggio, ad esempio, erano state 12 le imprese (su 37 richiedenti) che avevano ricevuto il contributo di 500 euro: il bando prevedeva che tali attività avessero un minimo di 10 e un massimo di 50 dipendenti, oltre a un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro.


Un’iniziativa all’epoca indirizzata a bar e ristoranti, parrucchieri ed estetiste, agenzie di viaggio e palestre, realtà nel settore del commercio al dettaglio, dell’abbigliamento e dell’artigianato artistico (qui l’articolo).

Come ha fatto sapere il Comune di Conegliano, anche stavolta verrà pubblicato sul sito istituzionale un avviso pubblico, indirizzato a chi fosse interessato a questa opportunità.
Opportunità che, secondo quanto riferito dallo stesso Comune, intende muoversi in linea con quello che è il piano nazionale, in termini di misure urgenti connesse all’emergenza, per imprese, lavoro, giovani, salute e servizi territoriali.

Un bando, quindi, per favorire “la ripresa della città oltre che per la sua rivitalizzazione”, a fronte di uno stato di emergenza che, a livello generale, ha inciso non poco sull’economia del Paese, scoraggiando in misura crescente l’apertura di nuove attività.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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