Conegliano, Lorenzo Damiano ricoverato in terapia sub-intensiva al Covid hospital di Vittorio Veneto. I Pescatori di Pace: “No alle strumentalizzazioni”

È trapelata nelle scorse ore la notizia della malattia di Lorenzo Damiano, ora ricoverato al Covid hospital di Vittorio Veneto, dove si trova in terapia sub-intensiva.

Damiano è molto conosciuto nella città di Conegliano, dove di recente si era candidato per la seconda volta alla carica di sindaco.

Si era presentato con la lista “Norimberga2”, annunciando la propria candidatura già lo scorso marzo, prima che gli altri avversari si svelassero (qui l’articolo).

La lista vedeva il supporto da parte dei gruppi Ancora Italia, Pescatori di Pace e Riscossa Italia e il nome scelto si ricollegava alla volontà di Damiano e dei suoi di mettere in scena un processo per capire cosa fosse successo davvero in questo periodo di pandemia e a chi attribuire le responsabilità per quanto avvenuto.

Lorenzo Damiano fin dall’inizio non aveva nascosto quanto la questione sanitaria e vaccinale ricoprisse uno spazio di rilievo all’interno del suo programma elettorale.

Proporremo di abbattere i controlli sui Green pass, istituiremo un fondo per aiutare economicamente soprattutto coloro che sono stati duramente colpiti dalle restrizioni del Covid“, erano stati alcuni dei punti ribaditi dal gruppo in campagna elettorale, come l’istituzione di “uno sportello informativo per capire e conoscere i vaccini anti Covid-19, dando la possibilità di segnalare eventuali reazioni avverse e di scegliere, liberamente e senza discriminazioni, di vaccinarsi” (qui l’articolo).

Ora Damiano è impegnato in un’altra partita ben più importante e l’augurio di tutti è che possa riprendersi al più presto.

Nel pomeriggio di mercoledì ha preso posizione, con una nota stampa del direttivo nazionale, il movimento dei Pescatori di Pace: “Nel rivolgere gli auguri di pronta guarigione al nostro presidente Lorenzo Damiano, chiediamo il rispetto della massima riservatezza sulle sue condizioni di salute, a tutela della privacy. Fiduciosi nell’operato del personale ospedaliero, ribadiamo la necessità che le cure domiciliari precoci vengano istituzionalizzate e protocollate e che i medici vengano effettivamente messi nelle condizioni di visitare i pazienti e personalizzare la cura, così procedendo nel modo più efficace. Ciò al fine di evitare che i pazienti si aggravino a causa del mancato tempestivo intervento della medicina di base.

Chiediamo di evitare ogni genere di strumentalizzazione, invitando al rispetto della sua persona e della sofferenza delle persone a lui care. Il nostro movimento non si ferma e andrà avanti nell’evangelizzazione della politica, nella costituzione di progetti concreti e nella ricerca della verità su un virus la cui origine resta misteriosa e la cui gestione sta mettendo in pericolo i diritti e le libertà di tutti. Andiamo avanti nel nome di Cristo e chiediamo preghiere. Cristo è risorto“.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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