Conegliano, la proposta della Nostra Famiglia sui contratti di lavoro: “Un atto di responsabilità”

Risale al pomeriggio di venerdì 6 novembre l’incontro durante il quale l’associazione La Nostra Famiglia ha esaminato, assieme ai sindacati, le proposte relative ai contratti nazionali di lavoro.

Incontro da considerare come una tappa ulteriore di una vicenda iniziata lo scorso febbraio, con l’adozione del contratto nazionale di lavoro specifico per i Centri di riabilitazione, segnata da alcune tensioni (qui l’articolo).

L’associazione La Nostra Famiglia ha reso noto come le soluzioni presentate ai sindacati tengano conto della “coerenza dell’attività svolta con il Ccnl di riferimento (le unità operative dell’associazione sono prevalentemente Centri di riabilitazione)” e “della perdurante criticità dovuta all’insufficienza dei trasferimenti economici da parte delle Regioni”; “della specifica configurazione di attività ospedaliere – Irccs e attività non ospedaliere, con la prevalenza di queste ultime” e “delle dichiarazioni del Ministero della Salute sulla copertura del 50 percento dei maggiori oneri derivanti dall’applicazione del Ccnl Case di cura”, sottoscritto lo scorso 8 ottobre, che “deve ancora avere attuazione concreta”.

Sulla base di tutti questi elementi, l’associazione La Nostra Famiglia ha deciso di applicare ai dipendenti (circa 400), che operano direttamente in attività di cura e di ricerca afferenti all’Istituto scientifico “Eugenio Medea”, il Ccnl Case di cura.

Per circa 1.600 dipendenti, che operano nei Centri di Riabilitazione, nelle Direzioni centrali e regionali è invece confermata l’applicazione del Ccnl Centri di riabilitazione, con il riconoscimento del 50 percento dell’importo corrispondente all’aumento retributivo del contratto nazionale sottoscritto lo scorso 8 ottobre.

Due sono i fattori fondamentali che hanno guidato le scelte dell’associazione, come espresso da quest’ultima: la salvaguardia dei livelli occupazionali e la volontà di garantire servizi di qualità a bambini e ragazzi, nell’ottica di innovazione che da sempre ha caratterizzato attività di cura, riabilitazione, ricerca e formazione svolte.

Luisa Minoli, presidente dell’associazione La Nostra Famiglia ha dichiarato: “In questi mesi La Nostra Famiglia, pur confermando in ogni occasione la sua scelta, non ha mai smesso di interrogarsi sulle soluzioni in grado di contemperare le richieste dei lavoratori, con la necessità di garantire continuità e sostenibilità in una visione di lungo periodo, in grado di preservare tutto ciò che di positivo ha rappresentato e rappresenta l’ente, fondato da don Luigi Monza nel 1946, per i lavoratori e le famiglie dei bambini in cura nei 28 centri presenti in sei Regioni”.

La proposta discussa vuole essere innanzitutto un atto di responsabilità dell’associazione che, lo ricordiamo, è un ente non profit. – ha aggiunto – È solo alla luce di queste coordinate, che può essere interpretata ogni scelta dell’associazione”.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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