Enrico Galiano tra i protagonisti del Festival biblico: “Abolirei il registro elettronico”

Noto per il suo stile didattico originale e fuori dagli schemi, Enrico Galiano, docente e scrittore originario di Pordenone, è stato tra i protagonisti del 22esimo Festival biblico, ospitato lo scorso weekend nella città di Conegliano.

Galiano è stato protagonista assieme a Susy Zanardo (docente di Filosofia morale all’Università Europea di Roma) dell’incontro pubblico “Il confine che fa crescere. Autorità, cura e responsabilità tra famiglia e scuola”, tenutosi domenica all’ex convento di San Francesco, di fronte a un ampio pubblico.

L’appuntamento è stato moderato da Chiara Frezza, in collaborazione con La Chiave di Sophia e la Libreria Tralerighe di Conegliano.

Io abolirei il registro elettronico: ci è sfuggito di mano il suo senso – così ha esordito Galiano di fronte al pubblico – C’è il concetto che qualcuno ti controlla, senza tenere presente che alcuni errori e cadute insegnano cosa non si vuole e cosa non si vuole più essere. Sembra che si debbano fare le cose per rispettare le aspettative degli altri”.

Galiano ha affrontato quindi i temi legati alla sfera dell’educazione e della famiglia.

“In passato lo stile educativo era quello per cui si sentiva dire la parole ‘arrangiati’: uno stile educativo che ha fatto diversi danni – ha proseguito – Le donne oggi possono finalmente avere un ruolo al di fuori della famiglia, ma il mondo non è andato pari passo e ci sono varie mamme che vivono il senso di colpa per questo”.

“Il vero limite che io trovo oggi è che sottovalutiamo il potere dello sguardo della persona più adulta verso il più giovane – ha continuato – Là fuori è pieno di ragazzi che, per questo motivo, non vogliono che venga loro ‘passata la palla da calcio’, così non possono sbagliare. Lo sguardo dell’adulto influisce quindi sui più giovani”.

Le sue parole si sono poi spostate sul tema del rapporto tra studenti e insegnanti.

Ogni classe ha una storia a sé (con alcune bisogna essere distaccati e con altre no) – ha detto – Non bisogna mai pensare male di uno studente: se riesci a vedere una luce dentro di lui, prima o poi si accenderà”.

Secondo Susy Zanardo, in tema di educazione “è importante il percorso e non la singola performance”.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Arianna Ceschin)
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