Finale Scudetto: Pantere in versione “Veni vidi vici” al Palaverde, ma che fatica!

Bella Haak è stata la top scorer di Gara1 di Finale Scudetto con 28 punti

Inizia con una vittoria casalinga della Prosecco Doc A. Carraro Imoco Volley Conegliano la Finale Scudetto di Serie A1 Tigotà al meglio delle cinque partite. In un Palaverde esaurito da più di una settimana, le pantere hanno la meglio sulla Numia Vero Volley Milano solo al tie-break, dopo aver dominato il primo set, subìto le avversarie nel secondo e terzo e rimontato nel quarto. Tutto è bene quel che finisce bene, ma questa partita ha chiarito meglio di mille parole che se le pantere vorranno portarsi a casa anche questo scudetto dovranno dare tutto, e forse anche di più.

Primo set

Si inizia, trattandosi della finale di una competizione nazionale, con l’esecuzione dell’Inno di Mameli cantato da Irene Guglielmi e partecipato da tutto il Palaverde. Tra gli spettatori anche il Ct azzurro Julio Velasco, mentre la coppa in campo la porta la gloria del basket Marco Mordente. Adrenalina e spettacolo fin dai primi secondi di gioco, con scambi lunghi e combattuti tra i quali spicca – giusto per dare pepe al match – un salvataggio di tacco di Gabi. Conegliano recupera di tutto e di più, le ospiti pasticciano più del solito e a 5 minuti dal primo servizio è già 8-3 con muro fragoroso ai danni del posto 4 milanese. Time out Lavarini e scatta l'”Alé Alé Eh Oh” a cappella innescato dalla curva sud: brividi. La schiacciatrice brasiliana di Conegliano è in serata e firma il nuovo doppiaggio: 10-5, seguito da un diagonale da applausi. Serve una Kurtagic in ascensore per interrompere l’assolo rosé, ma per quanto visto fin qui il set ha già una padrona. Egonu è marcatissima, Gabi e le altre laterali di casa sono immarcabili, e (anche) così si spiega come mai Milano arrivi in doppia cifra solo al quarto d’ora di gioco. Man mano che ci si avvicina alla vetta, Milano aumenta i giri del motore e Conegliano forse li rallenta: Santarelli sceglie un time out per cambiare marcia, e al rientro voilà la fast di Chirichella che ridà tranquillità al popolo gialloblù. Gabi la puoi murare una volta (23-19), non certo due di fila ed ecco il quintuplo setball (ormai pure questo è sponsorizzato). Egonu la mette fuori, non ci sono (dice il videocheck) tocchi del muro e quindi è 1-0.

Secondo set

Meglio di così, per i colori coneglianesi, questa Finale scudetto non poteva iniziare, ma il viaggio è appena iniziato. Gabi trainante nel set d’avvio, con 6 punti e il 54% in attacco. Sul fronte opposto, “solo” 3 punti di Egonu, tanti quanti Kurtagic. Ora però il confronto è più equilibrato, e la Numia mette anche la freccia, facendo inserire a referto alcuni muri pesanti, con Kurtagic che dà il 9-5 alle sue e consiglia a Santarelli di fermare tutto per un “Oh, Girls!” di quelli tosti. E dopo pochissimi minuti arriva il bis della scena, perché il trend del parziale non muta. La numero 14 di Milano colpisce nche dai 9 metri, ma ci pensa Gabi a trovare un cambio palla importante e, subito dopo, a murare Egonu. Fahr scaglia il pallone nella voragine creata dal muro milanese, ma c’è ancora tanto da fare, anche perché negli attacchi della Prosecco Doc manca un po’ di precisione. “Forza ragazze!” è il coro della Sud sul 9-15; Zhu capisce bene il messaggio e va a segno (oltre a un lavorone in ricezione e difesa che dura dal primo scambio di giornata). Pantere a -3, questa volta deve rifugiarsi in corner (alias time out) Lavarini. Al rientro è protagonista il muro coneglianese. Una ricezione sen-sa-zio-na-le di Moki De Gennaro (Mvp di serata) propizia il punto di Adigwe (braccio caldo fin dal riscaldamento) che alimenta ancora le speranze di rimonta. Turnover spinto di Santarelli, si vede anche Ewert. Simile a una piccola scossa sismica l’entusiasmo del Palaverde quando De Gennaro rimanda oltre la rete una palla impossibile ed Egonu fa volare l’aquilone. Ancora fuori Paola: no block touch, lo dice l’occhio elettronico e anche qualche fischio del Palaverde per Lavarini e socie. Danesi con un rigore impedisce il pari dell’Imoco a quota 21, le pantere insistono ma arriva un doppio setball ospite. Il primo va in archivio per un servizio di Sartori fuori di pochi centimetri, il secondo lo annulla Zhu. Egonu porta ai vantaggi, Zhu le risponde di nuovo. Ancora Paola, poi Gabi viene murata: adesso sì che è ora di cambiare campo.

Terzo set

Spettacolo ed emozioni ma sostanzialmente “nulla di fatto” dopo un’ora di gioco intensissima: il primo set vinto facilmente potrebbe avere “Illuso” le pantere? Difficile da pensare, visto che siamo in finale scudetto, palcoscenico a cui Conegliano è abituata: il parziale che sta iniziando avrà un peso specifico molto importante. Egonu è in crescita (10 punti per lei fin qui), e così il muro Numia (5 punti dal fondamentale nel secondo). Ma, quasi a specchio, ecco il muro ai danni proprio di Egonu che porta la Prosecco Doc sul 5-4. Un po’ di servizi se ne vanno fuori dal rettangolo ambo lati, mentre continua la saga dei check chiesti senza costrutto da Milano, con condimento di fischi del pubblico di casa. Ciononostante, la Numia effettua il sorpasso. Il turno al servizio di Danesi dura solo un attimo, ma le ospiti non perdono la bussola: 18-15 Milano, ultimo time out Santarelli, che nel frattempo ha attinto dalla panchina. L’ace di Kurtagic fa esultare la curva ospite, anch’essa gremita, che poi alza le braccia pure per la parallela vincente di Egonu. Zhu rientra al posto di Daalderop, Haak trova il diagonale perfetto per il 18-20. Due punti consecutivi di Milano affondano l’umore del Palaverde, il quale constata che la prima linea rosé ha perso un po’ di smalto. Dentro anche Pietrini – a proposito di panchine lunghe – che va a segno. Dormita lombarda sull’attacco gentile di Haak, poi Piva ribalta il risultato della partita.

Quarto set

Nemmeno un muro vincente per Milano nel set precedente, ma 58% in attacco di squadra e 13 punti in due per Egonu e Piva. In più, Lanier inizia il nuovo parziale con un attacco vincente: i campanelli d’allarme suonano insomma sempre più forti. Egonu chiede con particolare fermento al suo allenatore di chiamare check, ma anche questa volta (3-2 Prosecco Doc) il “replay” le dà torto su un servizio (effettivamente) out. Paura per la stessa Egonu alle prese con un probabile crampo dopo il 7-6 Conegliano: per lei massaggi in panchina, mentre in campo c’è Akimova. Sono più del solito i palloni contesi sotto rete dalle pantere, che devono vedersela con una Numia sorretta dalle ali dell’entusiasmo. Il muro di Fahr rinvigorisce il popolo gialloblù, la muraglia di Zhu vale il 13 pari. Il gioco si fa più confuso, non per Akimova che schiaccia forte e trova il 16-14, salvo poi venire murata al termine di uno scambio dai mille colori. Il pareggio lo sancisce… il secondo arbitro Brunelli, che segnala alla collega Piana – non per la prima volta questa sera – un’invasione meneghina. Le pantere avrebbero però bisogno di tornare a condure nel punteggio, cosa che avviene sul 19-18 (muro su Lanier) mentre Egonu è ancora ai box. Bella fa arrivare per prima l’Imoco a quota 20, ma la Numia non molla di un centimetro. Fast di Chirichella ed è 22-21, poi Gabi va a segno a modo suo. Riecco Egonu, ma è Kurtagic ad accorciare le distanze. Chirichella manda in confusione la Numia (Fersino salva, le compagne non colgono): due setball incandescenti. Per trasformare il primo non basta il “piatto destro” di Gabi, per annullare il secondo c’è l’ace milanese. Ce n’è un terzo, il deejay tiene il ritmo col can-can: Danesi non si fa distrarre e con calma olimpica (chi se non lei?) mura Gabi. Quarta chance, mentre Lavarini ha esaurito i time out: Fahr ne ha abbastanza (in tutti i sensi) e manda tutti a godersi il quinto set.

Quinto set

Due ore di gioco e si ricomincia da capo: giusto così, per quanto visto in campo finora. Si riparte ed è quasi una lotta a chi tira più forte e preciso. Si gioca punto su punto, come se l’adrenalina fosse mancata questa sera. Un errore al servizio di Fahr equivale a un “mini break” per le avversarie, che continuano a vincere duelli sotto rete: all’inversione di campo è 8-5 Milano. Gabi trova il cambio palla, poi ancora prima linea rosé sguarnita e Numia vicina alla doppia cifra. Wolosz si mette in proprio e inventa una veronica sconcertante per la prima linea ospite. Egonu (19 punti totali per lei, uno meno di Gabi) tira fuori, ancora videocheck di Lavarini e ancora ragione agli arbitri. Anche Bosio sbaglia una battuta: equilibrio ripristinato? Zhu dice di sì, e ancora una volta (10-10) si ricomincia daccapo. Ogni scambio comporta un notevole dispendio di energie, in primis nervose. Akimova cerca i polpastrelli rosé ma non li trova (e questa volta il check sta spento), poi pasticcio clamoroso di Milano sul servizio di Fahr. La Numia ha finito i time out ma Danesi accorcia le distanze in primo tempo. Bella firma un 14-12 d’autore, Santarelli la esonera dal servizio per mettere Adigwe, che tira lungo. Riecco Haak, ma prima un time out casalingo. Servizio Egonu: fuori! Pure l’ultimo videocheck ospite è inutile: l’Imoco soffre le pene dell’inferno ma mantiene il fattore campo grazie ai seguenti parziali: 25-20, 25-27, 20-25, 27-25, 15-13 in 2 ore e 24 minuti di gioco. Ci si vede mercoledì a Milano per Gara2, mentre al Palaverde si tornerà domenica 19 aprile.

(Autore: Luca Anzanello)
(Foto: Qdpnews.it e Filippo Rubin per LVF)
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