La Cev Zeren Group Champions League 2025/26 dell’Antonio Carraro Prosecco Doc Conegliano si conclude con una medaglia di bronzo. Nella “finalina” di oggi pomeriggio a Istanbul, le pantere hanno battuto la Savino Del Bene Scandicci per 3-0, soffrendo non poco nel secondo e terzo set, risolti solo ai vantaggi.


Le toscane tornano a casa a mani vuote, le coneglianesi con una medaglia che non era quella del metallo sperato alla vigilia e soprattutto senza coppa, rimasta quest’anno in Turchia, ma che certo è meglio di nulla, soprattutto da campionesse d’Europa uscenti e abdicanti.
Detto che la semifinale di ieri col Vakifbank ha avuto un esito che poteva tranquillamente essere diverso (i quattro matchball non trasformati da Conegliano nel terzo set hanno lasciato il segno), da martedì la dirigenza gialloblù tornerà a lavorare sulla prossima stagione, che si preannuncia potenzialmente ancora più difficile di quella terminata oggi visto che ormai tutti hanno capito che il refrain “le concorrenti si rinforzano ogni anno di più” non è una frase fatta e nemmeno una formula di cortesia, ma è la pura e semplice verità.
Conegliano ripartirà con la certezza di tre rinnovi importantissimi, annunciati con largo anticipo rispetto ai “tempi” del mercato proprio per non distogliere l’attenzione dal campo di gioco (Haak, Gabi, De Gennaro), ma dovrà necessariamente plasmare con attenzione la rosa, che inizia a fare i conti con alcune carte d’identità (Moki a gennaio compirà 40 anni, Wolosz ne ha fatti 36 un mese fa), che presenta un reparto centrali forse non da rifondare ma certamente da attenzionare e che si interroga sul futuro di alcune giocatrici, soprattutto in banda (Sillah ha fatto da spettatrice sia ieri sia oggi, da Daalderop forse ci si aspettava qualcosa di più in prima linea nel corso della stagione).
Tutto questo da martedì, appunto. Domani lunedì, al rientro dalla Turchia, come da tradizione giocatrici, staff e dirigenza, che atterreranno all’aeroporto Marco Polo di Venezia di primo mattino, si dirigeranno in piazza Cima a Conegliano per ricevere dalle 18.30 circa l’abbraccio e il calore di tutti i tifosi a celebrare una stagione comunque straordinaria, visto che tra gennaio e aprile in bacheca sono entrati i trofei numero 30 e 31 dell’ancora giovane storia del club, Scudetto e Coppa Italia). Se si pensa che il primo trofeo è arrivato giusto dieci anni fa, la media è presto fatta: tre trofei ad annata. In sintesi: un club che è già leggenda.
Prima del “rompete le righe” che chiuderà definitivamente la stagione, squadra, staff, sponsor e autorità saranno presenti domani alla tradizionale serata finale di chiusura della suggestiva location del ristorante Ca’ del Poggio di San Pietro di Feletto, che come da tradizione ospita l’ultimo atto stagionale prima delle meritatissime vacanze.
La sintesi della Finale per il Bronzo
Primo set all’insegna dell’equilibrio nella parte iniziale, poi – come spesso visto in questa stagione e in questi anni – le pantere premono sull’acceleratore e le avversarie faticano a tenere il ritmo. Time out e cambi non bastano, il vantaggio conclusivo del primo set, per le campionesse d’Europa in carica, sfiora la doppia cifra.
Nel secondo parziale ancora meglio le pantere fin dai primi scambi, con Zhu e più in generale il posto 4 protagonista: 8-3 e tempo Gaspari. Conegliano raggiunge largamente per prima la doppia cifra, ma Scandicci dà segnali di risveglio e anche Santarelli interrompe il gioco nonostante il vantaggio (12-9). Da cineteca le difese delle “pantere rosse” nello scambio che alla fine porta Scandicci sull’11-14, poi magic moment di Fahr e Zhu in vari fondamentali. Sprazzi di Scandicci Prime sul turno al servizio di Antropova (condito da un ace), ma dall’altro lato Gabi torna a fare punti col suo mulinello. Eppure la Savino raggiunge l’agognato pareggio proprio a quota 23. Si va ai vantaggi: fantasmi del recente passato (ieri)? No, perché il muro di Zhu manda il pallone sulla gamba di Antropova, evitando patemi.
Terzo set: si parte con fasi di gioco non limpidissime ambo lati, con conseguente parità sostanziale (Fahr sbaglia un clamoroso rigore dopo un gran salvataggio toscano su Haak) e Scandicci passa avanti di tre lunghezze, che poi aumentano. Lubian in fast raggiunge la doppia cifra di squadra, e il set si fa piacevole, per non dire appassionante, con continui ribaltamenti di fronte nel punteggio. Il finale è il meglio che uno spettatore neutrale possa desiderare, ovvero un bel 20-20 tra una squadra che vuole chiuderla al più presto e l’altra che spera di “imitare”, un po’ più in piccolo vista la minore posta in palio, il Vakifbank con una rimonta epocale. Haak mette giù di prepotenza il pallone che vale il primo matchball di giornata. “Vediamo di non sprecare pure questo…” mormora con gli occhi bassi più di un tifoso coneglianese. Dopo il time out di Gaspari, Antropova lo annulla. Ai vantaggi, presunto setball toscano “annullato” dal check che vede un fallo di piede al servizio di Antropova, sia pure tra qualche dubbio rimanente. Al terzo tentativo, Gabi trova l’attacco che la Savino difende fuori, e il bronzo è in saccoccia.
ANTONIO CARRARO PROSECCO DOC CONEGLIANO 3 – SAVINO DEL BENE SCANDICCI 0 (25-16, 26-24, 27-25) in un’ora e 21 minuti. Top scorer: Antropova (21). Haak e Zhu 19.
(Autore: Luca Anzanello)
(Foto: WSC Sports – CEV)
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